In memoria dei vecchi tempi (ah, i vecchi tempi! ah! oh!) stamattina ho comprato una copia di Lotta Comunista da due ragazzi - un ragazzo e una ragazza, per la precisione - che presidiavano l’ingresso della Laterza. Dopo aver versato l’obolo, faccio al ragazzo: Scusa, ma oggi Lotta Comunista la vendete in giacca e cravatta? E lui: Sì, indicazioni del partito. Sai, noi siamo a contatto con la gente, entriamo anche nelle case…
Eh, épater les prolétaires.
Aspettando il treno - ci crederesti? - mi si è staccato un braccio. Mi ero seduto a terra accanto ad un uomo con i piedi gonfi che leggeva un giornale pieno di foto di coltelli. Guardavo sorridendo la gente e fiutavo l’aria, quando mi si è staccato il braccio destro, ed ha preso a fluttuare nell’aria. Non mi sono spaventato, mi è sembrato naturale. Ho mosso il sinistro, per vedere se era ancora lì. Era ancora lì, ma un attimo dopo ha cominciato a staccarsi anch’esso. E poi il busto, proprio all’altezza dell’ombelico; e poi la testa. Sono rimasto così - sorridendo, fiutando l’aria - per un secondo, poi sono tornato ad essere il mio-me di sempre.
Dovrei usare qualche volta il plurale maiestatis, mi sono detto.

