Lui, il riconosciuto, non aveva più pensato, assorto com’era, che l’amore potesse esistere ancora. E’ comprensibile che di tutto quanto allora accadde venisse tramandato soltanto questo: il suo gesto, il gesto inaudito che non si era mai visto prima; il gesto di supplica con cui si gettò ai loro piedi, scongiurandoli di non amare. Impauriti e vacillanti lo sollevarono. Interpretarono il suo impeto a modo loro, perdonandogli. Per lui deve essere stato indescrivibilmente liberatorio che tutti lo fraintendessero, nonostante la disperata evidenza del suo atteggiamento. Forse poté restare. Perché di giorno in giorno capì sempre più che non riguardava lui l’amore di cui andavano tanto orgogliosi e al quale si esortavano a vicenda. Era quasi costretto a sorridere vedendo come si affaticavano, e fu chiaro quanto poco sapessero pensare a lui.
Cosa conoscevano della sua esistenza. Adesso era terribilmente difficile da amare, e sentiva che soltanto Uno ne sarebbe stato capace. Quell’uno, però, non voleva ancora.
Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge, trad. C. Groff, fine.


Dura e pericolosa è la vita di chi è amato: potesse superarsi e diventare amante!
Comment by Eloisa — 14-06- 2011 @ 1:46 pm