Ho passato l’ultimo anno e mezzo a studiare Danilo Dolci: a leggerne gli scritti, compresi gli inediti, ad analizzare il contesto, a parlare con persone che lo hanno conosciuto da vicino. Nel corso di questo studio ho incontrato moltissimi nomi, ché Dolci fu stimato e sostenuto da buona parte della migliore intellettualità italiana ed europea dell’epoca: ma non ho mai incontrato quello di Sandro Pertini. Su La Stampa di oggi invece Marcello Sorgi, recensenso la ripubblicazione presso Sellerio del Processo all’articolo 4 (Sicilia 1956, processo alla Costituzione), assicura che il collegio difensivo di Dolci nel processo in seguito alla “sciopero alla rovescia” era “guidato dal futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini”. Potenza della carta stampata: quando leggiamo qualcosa su un libro o in un giornale tendiamo a considerarla vera, anche contro ogni evidenza. E così mi sono ripreso gli atti del processo, già ristampati nel 2006 da L’Ancora del Mediterraneo, ed ho controllato. Ci sono molti nomi, da Bobbio a Calamandrei, da Carlo Levi e Elio Vittorini: ma Pertini no, proprio non c’è. Le arringhe difensive sono pronunciate da Nino Sorgi, Achille Battaglia e Piero Calamandrei. Se c’era, Pertini si nascose bene.
I dubbi si chiariscono quando leggo che Dolci era stato un “religioso dell’Ordine dei Servi di Maria”(1), e che al momento della condanna era un “sociologo cattolico servo di Maria”. Sorgi ha avuto tra le mani questo libro, l’ha sfogliato distrattamente ed ha buttato giù un articolo.
C’è una parola che ricorre quasi ossessivamente negli scritti di Dolci: esattezza. La preferisce alla parola verità. Ed a ben vedere non aveva torto: la verità la rivendicano tutti - ed ognuno ha la sua -, e non costa grandi sforzi. Mentre l’esattezza vuol dire scrivere tra una settimana l’articolo che vorresti buttare giù frettolosamente per domani.

(1) L’origine di questo fraintendimento si comprende leggendo lo specchietto in basso, che riporta le parole di Elio Vittorini durante il suo intervento in difesa di Dolci: “Conosco Danilo Dolci da due anni. E’ stato un religioso dell’ordine dei servi di Maria, mio amico di vecchia data, a presentarmelo.” Preso da sonnolenza postprandiale, Sorgi deve aver letto solo “è stato un religioso dell’ordine dei servi di Maria”, come ha riportato nell’articolo.