Dimostra la Tua potenza, o Dio. In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fa’ che i bastoni dell’aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la Tua pace vinca in questo nostro mondo.

Sono parole di papa Benedetto XVI durante la messa di Natale. Quando faccio notare agli amici cattolici che lo scandalo del male pone grandi problemi a chi cerca di pensare Dio, mi sento spesso rispondere che Dio consente il male per non interferire con il libero arbitrio. Ora, al di là del fatto che non tutto il male è riconducibile al libero arbitrio - la morte di un bambino non c’entra col libero arbitrio, ed è uno scandalo che nessun compimento potrà cancellare -, resta da chiedersi perché allora non si spiega chiaramente a chi è vittima del male che è inutile pregare, perché Dio nulla può fare contro i persecutori. Alcuni dei Salmi più belli sono la preghiera accorata di chi sta subendo ingiustizia; preghiera a Dio affinché intervenga e lo salvi dal male.
Così il Salmo 40 (14-16):

Degnati, Signore, di liberarmi;
accorri, Signore, in mio aiuto.
Vergogna e confusione
per quanti cercano di togliermi la vita.
Retrocedano coperti d’infamia
quelli che godono della mia sventura.
Siano presi da tremore e da vergogna
quelli che mi scherniscono.

Così il Salmo 54 (3-6):

Dio, per il tuo nome, salvami,
per la tua potenza rendimi giustizia.
Dio, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca;
poiché sono insorti contro di me gli arroganti
e i prepotenti insidiano la mia vita,
davanti a sé non pongono Dio.
Ecco, Dio è il mio aiuto,
il Signore mi sostiene.

Così il Salmo 70 (2-3):

Vieni a salvarmi, o Dio,
vieni presto, Signore, in mio aiuto.
Siano confusi e arrossiscano
quanti attentano alla mia vita.
Retrocedano e siano svergognati
quanti vogliono la mia rovina.

Ho scelto le citazioni a caso, e potrei continuare a lungo. Il tema di Dio che soccorre il giusto e punisce l’empio è il tema di fondo dei Salmi.
Ora, contro tutte queste invocazioni c’è una evidenza: Dio non interviene in favore dei giusti e contro gli empi. Le preghiere sono inutili. Dio non è intervenuto per salvare gli ebrei nei campi di concentramento: milioni di innocenti sono stati sterminati, le loro preghiere sono state inutili. Dopo Auscwhitz, non pochi teologi hanno parlato di impotenza di Dio: Dio non interviene non perché non voglia (Dio sarebbe potente ma non buono), ma perché non può: è buono, ma impotente. E’ questa la conclusione tanto dell’ebreo Hans Jonas quanto del cristiano Dietrich Bonhoeffer. Ma è una conclusione che a Ratzinger non piace. Come ho già notato, nella enciclica Deus Caritas Est scrive che “per il credente non è possibile pensare che Egli (dio) sia impotente”. Ma se è impossibile pensare Dio come impotente, resta la domanda: perché Dio non è intervenuto ad Auschwitz? E che senso ha ora invocare pateticamente la sua potenza, dopo aver avuto le prove storiche della sua impotenza?
Noto intanto che il fatto che un papa chieda a Dio di intervenire nella storia con la sua potenza contro chi opera il male confuta direi definitivamente la tesi che Dio consente il male per non ostacolare il libero arbitrio. Se un papa prega Dio di intervenire contro l’aguzzino, vuol dire che Dio può farlo. Ma non lo fa. E le ragioni di questa inazione non possono essere che tre: o Dio sta dalla parte dell’aguzzino, ossia non è buono, o Dio è impotente, come vogliono Jonas e Bonhoeffer, per ragioni che sta ai teologi approfondire ha abbandonato il mondo storico agli uomini - o Dio semplicemente non c’è.