Mezzo morti di sete a un fiumicello
giunsero un giorno un lupo ed un agnello.
L’agnello stava in basso, in alto il lupo
che vinto dalla fame fece cupo:
“Mi sporchi l’acqua, me la rendi impura”.
L’agnellino moriva di paura
ma facendosi forza disse lieve:
“Non sono quello che per primo beve”.
Innervosito dalla verità
“Hai sparlato di me sei mesi fa”
fece il lupo. “Ahimé, non ero nato”
disse l’agnello. E il lupo: “Allora è stato
tuo padre”, e pose fine alla questione
facendo dell’agnello un sol boccone.
Sono questi i pretesti che i potenti
usano per schiacciare gli innocenti:
come quel presidente americano
che fece guerra a un paese lontano
inventando che aveva un arsenale
atomico, e facendo molto male
a migliaia di corpi senza nome:
morti senza un perché, senza un percome.
Fedro, I, 1.

