Secondo il Sinodo speciale dei vescovi per l’Africa, la Chiesa è pronta per accogliere un papa nero. Per portarsi avanti col lavoro, si potrebbe cominciare col far nero papa Ratzinger.
minimo karma retomar o pedaço que falta
Secondo il Sinodo speciale dei vescovi per l’Africa, la Chiesa è pronta per accogliere un papa nero. Per portarsi avanti col lavoro, si potrebbe cominciare col far nero papa Ratzinger.
Non li sento quasi più più abbaiare i cani: solo quando sale l’ascensore, o qualche volta sul balcone, immagino quando vien dato loro da mangiare. I suoni che arrivano dall’appartamento accanto, nonostante il rinforzo in cartongesso messo dal padrone di casa, preoccupato per la mia salute mentale, sono altri. Ave Maria piena di grazia il Signore è con te: adesso. Dalla tarda mattinata fino a sera avanzata è tutto un fiorire di giaculatorie, di rosari, di canti, di omelie, di discorsi alla radio nei quali si spiega questo e quello, con la voce inconfondibile di chi parla a nome della sacra Romana Chiesa. Immagino che il cattolicesimo sia molte cose diverse. Per qualcuno può essere addirittura gioia di vivere, apertura, amicizia, una somma di cose positive. Ma ciò con cui entro in contatto ogni giorno, attraverso i suoni che mi arrivano attraverso la parete, è follia pura. Un sistema ossessivo-compulsivo, regressivo, soffocante, escogitato, immagino, per allontanare la paura della morte - e che, come tutto ciò che nasce dalla paura, non fa che annichilire. Immaginatevi un essere consumato dalla vita, dalle ossa fragili, dalla voce debole, ormai confinato nella propria abitazione, terribilmente solo. Che dirgli? Come aprirlo ancora una volta alla vita? Non lo so. So che proporgli quel sistema rituale cui costantemente assisto vuol dire spingerlo verso la follia, consumare quotidianamente la sua umanità, farne un essere evanescente, drogato di avemarie e padrenostri.
Qualcuno prima o poi dovrà cominciare a parlare di quello che la Chiesa cattolica fa ai nostri vecchi, e non solo ai nostri bambini.
“Se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso”, dice la lettera della Congregazione per l’educazione cattolica a proposito dell’insegnamento della religione nella scuola. E allora? In uno stato democratico, laico, pluralistico, l’indifferentismo in fatto di religione e il relativismo sono esiti possibili e legittimi di un processo educativo. Piuttosto, crea problemi il rischio contrario. Perché, se è vero (ma è vero?) che una esposizione neutra delle religioni può generare indifferentismo (ma non si sono alimentati e non si alimentano alla fonte delle altre religioni grandissimi pensatori religiosi, da Simone Weil a Raimon Panikkar?), è vero anche che un educazione religiosa centrata sul solo cattolicesimo, tenuto da docenti scelti dalla Chiesa (benché pagati dallo Stato) con obblighi di ortodossia, può suscitare fanatismo, chiusura mentale, bigottismo.
In uno Stato democratico, ciò che una organizzazione religiosa considera un esito desiderabile del processo educativo è indifferente per lo Stato. Non è la Chiesa che decide a cosa deve portare l’educazione. A dire il vero, sarebbe meglio che non lo decidesse nemmeno lo Stato, ma questo è un altro discorso. (more…)
Basgnasco e l’opinione pubblica
Non mi dispiace quello che ha dichiarato il cardinale Bagnasco all’omelia di San Lorenzo: che la verità morale non dipende dall’opinione pubblica, come se “ciò che è morale o immorale dipendesse, in fondo, dai numeri”. Io vivo in un paese in cui (come in tanti altri) è considerato normale ed etico mangiare carne, ad esempio, mentre per me è un atto immondo; in cui ancora ci si scandalizza se qualcuno si abbandona a qualche libertà sessuale, magari in età senile, e lo si taccia di immoralità, mentre per me la sessualità - tolti i casi di violenza - nulla ha a che fare con la morale; in cui molti, ancora (anche se fortunatamente sempre meno) mettono su famiglia, mentre per me la famiglia è una struttura intrinsecamente immorale, perché fondata sulla menzogna e sull’inganno. Eccetera. Dunque anch’io dubito che la cosiddetta opinione pubblica abbia in mano le chiavi della verità, o di ciò che io considero essere la verità. E qui è la differenza tra me ed il cardinale Bagnasco. Il quale, nel giorno di San Lorenzo, evoca il gesto di quel santo che si lascia uccidere per non consegnare all’imperatore Valeriano i beni della Chiesa. Si tratta, come si vede, della versione cristiana e cattolica della storia di Antigone, così cara ai teorici della disobbedienza civile. Il principio in entrambi i casi è lo stesso: c’è una verità del potere e c’è una verità assoluta; Antigone e San Lorenzo stanno dalla parte della verità assoluta, alla quale sacrificano la propria vita. Eppure è lecito porsi qualche domanda. (more…)
Padre Livio, il terremoto e la mucca
Sul numero di questo mese di A. Rivista Anarchica, Persio Tincani se la prende con padre Livio Fanzaga, il direttore di Radio Maria. Il quale non è riuscito a trattenersi dal commentare e interpretare a modo suo il terremoto in Abruzzo: “Il Signore ha voluto in questa settimana santa che in qualche modo anche loro partecipassero al mistero della sua passione”. Parole, ha commentato Tincani, che “trasudano cattiveria”, che esprimono allo stato puro quello spiacevole fenomeno storico, così profondamente legato alle religioni, che è il fanatismo. E che padre Livio sia un fanatico è ampiamente dimostrato dall’aggressività con cui liquida chiunque non la pensi come lui: che ora è fesso e cretino, ora indemoniato, ora - se è ateo - meritevole di essere sterminato. Verrebbe da dargli ragione; ma, ahimé, così Tincani conclude il suo articolo: “Fanzaga è un imbecille? Non lo so, forse sì, forse è addirittura probabile che lo sia. Ma liquidarlo così, sebbene questa scorciatoia sia molto allettante, non sarebbe una cosa saggia. Fanzaga e i suoi sodali, imbecilli o meno che siano, sono soprattutto persone che odiano il genere umano. Persone cattive che credono in un dio cattivo, e dalle quali è lecito aspettarsi di tutto” (1). (more…)
Ci è scappato il morto. Anzi due. Due ragazze, schiacciate nella calca dello stadio di Luanda. Si fosse trattato di un concerto, si sarebbe puntato il dito contro gli insensati carnai che sono certi concerti rock. Ma era un carnaio religioso, quello dello stadio di Luanda. Uno dei tanti carnai religiosi voluti dalla Chiesa cattolica a partire dallo sciagurato papato di Giovanni Paolo II. Dopo essere andato a predicare contro l’uso del preservativo in Camerun, un paese in cui solo nel 2008 sono morte di AIDS 49.000 persone, il Moloch con le scarpette rosse di Prada è andato in Angola a riscuotere il suo tributo di sangue.
“Non somiglio a Wojtyla ma ho lo stesso amore nel cuore”, ha dichiarato alla folla.
Nel novembre del ‘98 scrissi al parroco della chiesa in cui sono stato battezzato, mandando la lettera per conoscenza anche all’allora arcivescovo di Foggia, monsignor Casale.
(more…)Egregio Sig. Parroco,
pur essendo stato battezzato secondo il rito cattolico nella parrocchia da Lei diretta pochi giorni dopo la mia nascita (avvenuta il 23 dicembre 1971), da molti anni ormai non mi considero più credente, non mi riconosco nelle attività, nei princìpi e nei fini della Chiesa cattolica, ho una concezione del mondo laica, non riconducibile a quella cristiana e lontanissima da quella cattolica.
“La capacità e la scelta di affidare se stessi e la propria vita a un’altra persona costituiscono certamente uno degli atti antropologicamente più significativi ed espressivi”, ha scritto recentemente Giovanni Paolo II nella enciclica Fides et Ratio (par. 33). Io sono convinto del contrario. Nell’ “abbandono fiducioso” a persone che si fanno garanti della verità credo che l’uomo svilisca la propria passione per la verità. Non riuscirei ad affidare me stesso ad una istituzione religiosa nemmeno se credessi in Dio (e si badi che il Pontefice parla di “scelta”).
In considerazione di ciò, chiedo che venga formalizzata la mia non appartenenza alla Chiesa cattolica, attraverso la cancellazione del mio nominativo dagli archivi parrocchiali.
Faccio presente che la legge 675 del 31/12/1996 consente di tutelare i dati personali chiedendo ad Enti ed Associazioni la cancellazione di essi, con particolare riferimento ai dati “sensibili”, riguardanti cioè le convinzioni personali.
Ma non è questo il solo pericolo: l’introduzione di tali categorie mette a rischio l’esercizio di altri diritti umani: si pensi alla libertà di espressione, oppure a quella di pensiero, di coscienza e di religione. Le religioni, per esempio, potrebbero vedere limitato il loro diritto di trasmettere il proprio insegnamento, quando ritengono che il libero comportamento omosessuale dei fedeli non sia penalizzabile, tuttavia non lo considerano moralmente accettabile. E verrebbe così intaccato uno dei diritti primari su cui si fonda la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: quello alla libertà religiosa.
L’Osservatore Romano di oggi.
Traduzione: Se questi dell’ONU dicono che discriminare gli omosessuali è sbagliato, non sarà più facile per noi farlo, e quindi la nostra libertà di discriminare, umiliare, perseguitare gli omosessuali sarà conculcata. E dal momento che la nostra religione consiste, in parte preponderante e determinante, in queste meschinità, sarà conculcata la nostra stessa libertà di religione.
Il problema, secondo l’esponente della Santa Sede, è “che in tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica: lo Stato cioè entra sempre più nella vita personale di ognuno”. Questo significa, ad esempio, che lo Stato “obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d’istruzione ma d’indottrinamento”.
Monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi (qui).
Questo afferma il capo di una religione nel cui libro sacro ci sono scritte amenità come “Chiunque commette adulterio con una donna sposata, chiunque commette adulterio con la donna del suo prossimo, siano messi a morte l’adultero e l’adultera” (Levitico, 20, 10), o “Chiunque abbia giaciuto con un uomo come si giace con una donna, hanno compiuto tutti e due un’abominazione; siano messi a morte” (Levitico, 20, 13), o ancora “Un uomo o una donna fra voi che sia un negromante o indovino sia messo a morte: li lapiderete” (Levitico, 20, 27), e così via. Uno che fa parte di una organizzazione religiosa che ha osteggiato con tutti i mezzi, non esclusi il carcere e il rogo, la diffusione di quei diritti che sessant’anni fa sono stati codificati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; una organizzazione che, mentre le forze intellettuali più vive in Europa gettavano le basi ideologiche di quegli stessi diritti, condannava l’affermazione che “è libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera”, o che “la Chiesa non ha potestà di usare la forza, né alcuna temporale potestà diretta o indiretta” (Sillabo, proposizioni XV e XXIV), e che ha dato il suo nobile contributo al Novecento, secolo delle stragi, associandosi ad un regime infame.
La dottrina cattolica conosce quattro virtù cardinali, prudenza giustizia fortezza e temperanza. Putroppo la vergogna non è tra queste.
A leggere la sua biografia non sembra un fesso, monsignor Migliore. Studi alla Pontificia Università Lateranense, missione come diplomatico in Angola, Egitto, Polonia eccetera. Uno che conosce il mondo. E che ha capacità diplomatiche. Insomma, uno da cui ti aspetti prese di posizione ponderate, intelligenti, aperte. E invece è dalla sua bocca che esce l’ultima delle purtroppo frequenti affermazioni scandalose - non credo che si possano definire in modo diverso: ed è giusto che la categoria dello scandalo, per tanto tempo usata dalla Chiesa come un’arma, venga usata contro la Chiesa stessa - provenienti dal mondo cattolico. Si oppone, il monsignore, alla proposta francese di depenalizzare in tutti i paesi l’omosessualità. Non va bene, dice. Vorrebbe dire: non va bene perché gli omosessuali sono dei depravati, perché ci fanno schifo, perché sono un abominio. Ma non lo può dire. Non sta bene. E allora come si fa? Che bisogna dire? Tanta cultura e tanta esperienza, anche diplomatica, non soccorrono granché il monsignore. Che se ne esce con una idiozia assoluta. Non sta bene, dice, perché così si espongono i paesi che operano discriminazioni “alla gogna”. La gogna: la stessa alla quale la Chiesa oggi espone gli omosessuali. La stessa cui gli omosessuali sono esposti anche nei paesi più aperti. Altrove, sono esposti a ben altro. Al carcere, alla morte. (more…)
“Chiediamo al Signore di toccare il cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per risolvere i problemi locali o internazionali”, ha detto oggi papa Ratzinger commentando le stragi in India e in Nigeria. Ora, se il papa lo chiede, vuol dire che è possibile. Che si può fare. Che Dio può toccare il cuore degli uomini affinché facciano il bene invece che il male. Che li illumini. Vuol dire che ciò non va contro il libero arbitrio dell’uomo. Ma perché, allora, Auschwitz? Se Dio può toccare il cuore degli uomini, ascoltando le preghiere, perché non ha ascoltato le preghiere delle vittime del nazismo, perché non ha illuminato Hitler? Si risponde: Dio non avrebbe potuto, perché se lo avesse fatto non avrebbe rispettato il libero arbitrio dell’uomo. Ma il papa prega Dio di toccare i cuori degli uomini, e questo vuol dire che lui stesso, che è il capo della Chiesa, sa che un intervento di Dio nella storia, sia pure nella forma leggera della illuminazione dei cuori, non è in contrasto con i principi della fede cristiana e cattolica. Resta l’altra risposta alla domanda sul perché di Auschwitz, quella che fa ricorso al mistero imperscrutabile della volontà di Dio. Ma, se tale volontà è imperscrutabile, che senso ha pregare? Chi può escludere che le vittime innocenti in India e in Nigeria non rientrino nell’imperscrutabile piano di Dio? In ogni caso pregare - almeno nel senso di chiedere - è inutile.
Dal punto di vista della morale cristiana è ladro tanto chi ruba quanto chi para il sacco. Lei di sacchi ne ha parati uno stock intero in cinque anni. Da cattolico?
Ogni volta diceva una “giaculatoria” per non rischiare di fare “finire una ricca e proficua ‘trasmissione della fede’”?. Quando ha votato il conflitto d’interessi quale giaculatoria ha detto, potrebbe inviarmela? O per la legge sulle tv del padrone, a chi ha chiesto protezione? A santa Chiara? A santa Scura? o a Santa Opaca?
Paolo Farinella, “prete di Genova”, rispondendo su L’Altrapagina a una lettera (sgrammaticata) dell’onorevole Luca Volontè, nella quale il brav’uomo chiede a tutti i parroci italiani di inviargli, “se possibile con sollecitudine, una giaculatoria, di quelle che insegnavano le nonne ai nipotini”.
“Per noi - diceva un ispirato cardinale Sepe ai preti napoletani lo scorso marzo - la scelta dei poveri non è ideologica, ma nasce dal Vangelo. Anche nelle nostre città, come nel mondo intero, sono molte e drammatiche le situazioni di ingiustizia e di povertà. Sono ancora tanti quelli che soffrono di solitudine e di vuoto esistenziale, perché abbandonati e disprezzati dalla cosiddetta civiltà del benessere; sono questi i più poveri tra i poveri, che hanno bisogno non solo del sostegno economico, ma anche di quella profonda vicinanza spirituale, umana e psicologica, che è propria del nostro ministero”. (more…)
A volte i genitori comunicano con i figli in modo paradossale: a livello esplicito danno un messaggio mentre ad un diverso livello (non verbale, ad esempio) danno un messaggio opposto. E’ la nota teoria del double bind di Gregory Bateson e degli autori della scuola di Palo Alto. L’esempio classico è quello della madre che invita il figlio ad abbracciarlo ma si irrigidisce quando questi tenta di farlo. Bateson ipotizza un rapporto causale tra la presenza del double bind in un contesto familiare è l’insorgere della schizofrenia.
La Chiesa è una grande famiglia per chi ne fa parte. E’ la Madre. Il fatto di essere la Madre, e non una madre comune, non la mette al riparo dalle patologie comunicative. Anche la Madre spesso comunica male con i propri figli. Anche la Madre casca del double bind. Anche la Madre, si direbbe, spinge alla schizofrenia. (more…)
(c) 2003-2009 antonio vigilante
Blog ospitato da Blogsome
Se trovi chiuso, non disperare: prima o poi riapre.
Questo blog è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons