Cristianesimo, Chiesa

Dimostra la Tua potenza, o Dio. In questo nostro tempo, in questo nostro mondo, fa’ che i bastoni dell’aguzzino, i mantelli intrisi di sangue e gli stivali rimbombanti dei soldati vengano bruciati, così che la Tua pace vinca in questo nostro mondo.

Sono parole di papa Benedetto XVI durante la messa di Natale. Quando faccio notare agli amici cattolici che lo scandalo del male pone grandi problemi a chi cerca di pensare Dio, mi sento spesso rispondere che Dio consente il male per non interferire con il libero arbitrio. Ora, al di là del fatto che non tutto il male è riconducibile al libero arbitrio - la morte di un bambino non c’entra col libero arbitrio, ed è uno scandalo che nessun compimento potrà cancellare -, resta da chiedersi perché allora non si spiega chiaramente a chi è vittima del male che è inutile pregare, perché Dio nulla può fare contro i persecutori. Alcuni dei Salmi più belli sono la preghiera accorata di chi sta subendo ingiustizia; preghiera a Dio affinché intervenga e lo salvi dal male.
Così il Salmo 40 (14-16): (more…)

Pubblicato il 26-12- 2011 8:37 am | Commenti (1) |
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Cristianesimo, Chiesa

Domenica scorsa sono passato davanti ad una chiesa dalle parti di casa mia. Vi sono entrato a volte per cercare qualche traccia di bellezza - si tratta di una delle chiese più antiche della città - e l’ho sempre trovata vuota. Domenica invece era piena. I cattolici che disertano le chiese nei giorni feriali si fanno vedere la domenica e si ammassano letteralmente nei giorni di festa. Penso che sia giusto così, perché le chiese vuote hanno un loro fascino, e questa involontaria premura dei credenti permette a gente di poca fede come me di trovarvi, di tanto in tanto, un po’ di frescura, o di riposo - in qualche caso perfino di godimento estetico.
La chiesa domenica non era semplicemente piena. Era colma, come un orcio che sta per straripare. La gente era in piedi fin sulla soglia.
Passando, ho gettato uno sguardo veloce alla scena ed ho proseguito. Poi sono tornato indietro. Quella scena aveva qualcosa di significativo, ed era il caso di soffermarsi un attimo. Ho preso dalla borsa la macchina fotografica ed ho scattato questa foto. Nella quale ci sono, vedete, molte persone chiuse in un luogo, letteralmente pressate, mentre altre due persone sono fuori, sedute sugli scalini. Di per sé, questa separazione è singolare. Perché le due persone sugli scalini non sono insieme agli altri? E perché nessuno, tra quelli che sono dentro, si preoccupa di quelli che stanno fuori? E’ evidentemente una foto che fissa un’esclusione. Ci sono alcuni che stanno dentro ed altri che stanno fuori. Questo lo comprenderebbe anche qualcuno totalmente ignaro delle nostre istituzioni sociali. Se si desse poi a studiarle, comprenderebbe che le persone che stanno dentro sono persone che condividono la fede in uno che si chiama Cristo. Questo Cristo, scoprirebbe, era uno che diceva di essere il Figlio di Dio, ma al tempo stesso non si dava troppe arie - non stava con i ricchi e i potenti, ma con i poveri ed i marginali. Questo Cristo diceva che bisogna amarli, gli ultimi, perché loro è il Regno dei cieli. In base alle premesse della loro fede, dunque, tutte quelle persone che erano in quella chiesa avrebbero dovuto volgere la testa all’altare e rivolgersi verso quelle due persone che erano fuori dalla chiesa, sedute sugli scalini, in stato di bisogno. Avrebbero dovuto, in base alla loro stessa fede, invitarle ad entrare, e farne il centro stesso della celebrazione. E invece danno loro le spalle.
Danno le spalle a Cristo - potrebbe concludere un po’ polemicamente il nostro perplesso, ignaro amico.

Pubblicato il 02-04- 2010 9:46 am | Commenti (2) |
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Chiesa

- E allora ti sei confessato.
- Sì.
- E che c’hai detto al prete?
- I peccati.
- E che so’ i peccati?
- Tipo quando faccio arrabbiare i genitori.
- Ah.

- Pitù.
- Sì?
- Secondo me sai che dovevi dire al prete?
- Cosa?
- Che ti escono troppi doppioni delle figurine Panini.

Pubblicato il 14-03- 2010 11:58 am | Commenti (4) |
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Chiesa

La settima scorsa si è celebrato il giorno della memoria. Gli italiani hanno rispolverato il diario di Anna Frank, quelli che non leggono si sono commossi con la fiction, il premier ha ripensato commosso alla madre che salvava gli ebrei, e tutti sono stati per un giorno pensosi del male universale, dell’orrore della storia, della natura umana, eccetera. Pochi giorni dopo il sito Pontifex Roma (”Il quotidiano on line di apologetica e news cattoliche. Opinioni di vip, alti prelati e personaggi della politica”) ha intervistato monsignor Francesco Zerrillo, vescovo emerito della diocesi Lucera-Troia. Chidendogli, tra l’altro, la sua opinione sul rapporto con gli ebrei. E il prelato ha risposto: “Tutti convengono che le leggi razziali e le persecuzioni furono una vergogna che grida vendetta”. Bene, bravo. Grida vendetta. Ma il nostro prelato ha un però:

    Ma per una valutazione storica occorre parlare con onestà e valutare che in tutto questo, ripeto, storicamente, gli ebrei hanno sempre ostentato ed ancora lo fanno, una certa superiorità e diversità cosa che può dare fastidio. Non comprendo che, se vestiti particolari li utilizzino membri di altri credo fa scalpore, se li adottano loro ed é tutto normale.

Ora, si sa che io sono anticattolico, insofferente, caratteriale: non riesco ad imbattermi in un prete senza pensare: “ma guarda questo corvo”, o ad incocciare un alto prelato senza dire tra me e me (ed anche a voce alta, a volte): “ma guarda un po’ come si è conciato questo pagliaccio”. Non ho mai capito per quale ragione i preti di qualsiasi religione non possano vestirsi come persone più o meno sane di mente. Ma si giunge al grottesco quando un tale, vestito come un pagliaccio, dice che può essere comprensibile un certo fastidio verso gli ebrei, per via del loro modo di vestire. E quale modo di vestire, poi? Mi sfugge forse qualcosa? Non mi pare che gli ebrei si vestano in modo particolare. Usano la kippah, ma non mi sembra che possa dar fastidio a chicchessia. E poi c’è la faccenda della superiorità. E’, si sa, una cosa che infastidisce non poco i prelati. Loro sono pastori, ed esigono il gregge. Pretendono l’umiltà, anche da chi non fa parte del loro gregge. Se qualcuno alza la testa, se qualcuno ha una vaga aria di superiorità, è una brutta faccenda. E’ una cosa che può dare fastidio.
Insomma, i nazisti hanno sterminato sei milioni di ebrei. Però gli ebrei si vestivano e si vestono in modo strano e si considerano superiori. Il monsignore ha un però anche a proposito dei campi di sterminio. “Furono una cosa atroce”, dice; “però tanto per essere chiari, i ghetti all’inizio sorsero come protezione dalle persecuzioni e solo dopo divennero strumento di carcerazione e orrenda discriminazione.” Prima si trattava di essere onesti, ora si parla di essere chiari. Dopo averci spiegato che gli ebrei sono stati massacrati, però sono antipatici, ora ci fa sapere che i campi di sterminio sono una brutta cosa, ma i ghetti non erano male.
Ad un prelato che ha mostrato un così apprezzabile equilibrio parlando di un tema delicato come quello del rapporto con gli ebrei, non si può fare a meno, evidentemente, di chiedere dei musulmani. “Con gli islamici va cercato il dialogo e la Chiesa lo fa. Senza scontro di civiltà”. Si dice musulmani e non islamici, ma ha detto una cosa sensata. Può fermarsi qui? No, certo: il nostro prelato ha sempre un però. E dunque: (more…)

Pubblicato il 05-02- 2010 8:52 pm | Commenti (6) |
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Taccuino, Chiesa

    Signore, il capitale della fede che mi hai affidato è prezioso e non posso custodirlo solo per me. Cercherò di moltiplicarlo, addizionarlo, senza mai farmelo sottrarre dal ladro tentatore. Lo dividerò con i fratelli che ne hanno più bisogno di me. Interesse e capitale formeranno il montante depositato sul libretto della mia coscienza come biglietto d’ingresso nel Regno dei Cieli. Dammi le chiavi per aprire la cassaforte dei tuoi tesori spirituali e fammi degno di farli conoscere agli altri, in modo che tutti potranno giovare dell’utile netto del Tuo sacrificio. Sappiamo che sei in possesso delle cambiali da noi firmate a tempo da Te determinato e varie per ciascuno di noi a Tuo favore. Alla scadenza ciascuna di esser dovrà essere pagata senza proroga e corredata dalle buone opere apportate al Sangue Tuo sparso per noi. Fa o Signore che siamo pronti nel pagamento, aiutaci a raccogliere più interessi per aumentare il patrimonio delle buone opere, le sole che ci faranno degni del dividendo riservatoci delle incommensurabili gioie del Paradiso.

Preghiera del bancario, nel foglio parrocchiale La Voce dell’Opera San Giuseppe (Lucera), a. LVIII, novembre/dicembre 2009.

(”Dio è colui che, attraverso l’opera della notte oscura, si nasconde per non essere amato come un tesoro da un avaro”: Simone Weil, da qualche parte.)

Pubblicato il 21-12- 2009 2:01 pm | Commenti (1) |
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Chiesa

Secondo il Sinodo speciale dei vescovi per l’Africa, la Chiesa è pronta per accogliere un papa nero. Per portarsi avanti col lavoro, si potrebbe cominciare col far nero papa Ratzinger.

Pubblicato il 06-10- 2009 6:44 pm | Commenti (3) |
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Chiesa

Non li sento quasi più più abbaiare i cani: solo quando sale l’ascensore, o qualche volta sul balcone, immagino quando vien dato loro da mangiare. I suoni che arrivano dall’appartamento accanto, nonostante il rinforzo in cartongesso messo dal padrone di casa, preoccupato per la mia salute mentale, sono altri. Ave Maria piena di grazia il Signore è con te: adesso. Dalla tarda mattinata fino a sera avanzata è tutto un fiorire di giaculatorie, di rosari, di canti, di omelie, di discorsi alla radio nei quali si spiega questo e quello, con la voce inconfondibile di chi parla a nome della sacra Romana Chiesa. Immagino che il cattolicesimo sia molte cose diverse. Per qualcuno può essere addirittura gioia di vivere, apertura, amicizia, una somma di cose positive. Ma ciò con cui entro in contatto ogni giorno, attraverso i suoni che mi arrivano attraverso la parete, è follia pura. Un sistema ossessivo-compulsivo, regressivo, soffocante, escogitato, immagino, per allontanare la paura della morte - e che, come tutto ciò che nasce dalla paura, non fa che annichilire. Immaginatevi un essere consumato dalla vita, dalle ossa fragili, dalla voce debole, ormai confinato nella propria abitazione, terribilmente solo. Che dirgli? Come aprirlo ancora una volta alla vita? Non lo so. So che proporgli quel sistema rituale cui costantemente assisto vuol dire spingerlo verso la follia, consumare quotidianamente la sua umanità, farne un essere evanescente, drogato di avemarie e padrenostri.
Qualcuno prima o poi dovrà cominciare a parlare di quello che la Chiesa cattolica fa ai nostri vecchi, e non solo ai nostri bambini.

Pubblicato il 13-09- 2009 4:06 pm | Commenti (9) |
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Scuola, Laicità, Chiesa

“Se l’insegnamento della religione fosse limitato ad un’esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso”, dice la lettera della Congregazione per l’educazione cattolica a proposito dell’insegnamento della religione nella scuola. E allora? In uno stato democratico, laico, pluralistico, l’indifferentismo in fatto di religione e il relativismo sono esiti possibili e legittimi di un processo educativo. Piuttosto, crea problemi il rischio contrario. Perché, se è vero (ma è vero?) che una esposizione neutra delle religioni può generare indifferentismo (ma non si sono alimentati e non si alimentano alla fonte delle altre religioni grandissimi pensatori religiosi, da Simone Weil a Raimon Panikkar?), è vero anche che un educazione religiosa centrata sul solo cattolicesimo, tenuto da docenti scelti dalla Chiesa (benché pagati dallo Stato) con obblighi di ortodossia, può suscitare fanatismo, chiusura mentale, bigottismo.
In uno Stato democratico, ciò che una organizzazione religiosa considera un esito desiderabile del processo educativo è indifferente per lo Stato. Non è la Chiesa che decide a cosa deve portare l’educazione. A dire il vero, sarebbe meglio che non lo decidesse nemmeno lo Stato, ma questo è un altro discorso. (more…)

Pubblicato il 10-09- 2009 7:04 pm | Commenta questo post (0) |
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Laicità, Chiesa

Non mi dispiace quello che ha dichiarato il cardinale Bagnasco all’omelia di San Lorenzo: che la verità morale non dipende dall’opinione pubblica, come se “ciò che è morale o immorale dipendesse, in fondo, dai numeri”. Io vivo in un paese in cui (come in tanti altri) è considerato normale ed etico mangiare carne, ad esempio, mentre per me è un atto immondo; in cui ancora ci si scandalizza se qualcuno si abbandona a qualche libertà sessuale, magari in età senile, e lo si taccia di immoralità, mentre per me la sessualità - tolti i casi di violenza - nulla ha a che fare con la morale; in cui molti, ancora (anche se fortunatamente sempre meno) mettono su famiglia, mentre per me la famiglia è una struttura intrinsecamente immorale, perché fondata sulla menzogna e sull’inganno. Eccetera. Dunque anch’io dubito che la cosiddetta opinione pubblica abbia in mano le chiavi della verità, o di ciò che io considero essere la verità. E qui è la differenza tra me ed il cardinale Bagnasco. Il quale, nel giorno di San Lorenzo, evoca il gesto di quel santo che si lascia uccidere per non consegnare all’imperatore Valeriano i beni della Chiesa. Si tratta, come si vede, della versione cristiana e cattolica della storia di Antigone, così cara ai teorici della disobbedienza civile. Il principio in entrambi i casi è lo stesso: c’è una verità del potere e c’è una verità assoluta; Antigone e San Lorenzo stanno dalla parte della verità assoluta, alla quale sacrificano la propria vita. Eppure è lecito porsi qualche domanda. (more…)

Pubblicato il 11-08- 2009 10:48 am | Commenti (2) |
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Chiesa, Kulturmarket

Sul numero di questo mese di A. Rivista Anarchica, Persio Tincani se la prende con padre Livio Fanzaga, il direttore di Radio Maria. Il quale non è riuscito a trattenersi dal commentare e interpretare a modo suo il terremoto in Abruzzo: “Il Signore ha voluto in questa settimana santa che in qualche modo anche loro partecipassero al mistero della sua passione”. Parole, ha commentato Tincani, che “trasudano cattiveria”, che esprimono allo stato puro quello spiacevole fenomeno storico, così profondamente legato alle religioni, che è il fanatismo. E che padre Livio sia un fanatico è ampiamente dimostrato dall’aggressività con cui liquida chiunque non la pensi come lui: che ora è fesso e cretino, ora indemoniato, ora - se è ateo - meritevole di essere sterminato. Verrebbe da dargli ragione; ma, ahimé, così Tincani conclude il suo articolo: “Fanzaga è un imbecille? Non lo so, forse sì, forse è addirittura probabile che lo sia. Ma liquidarlo così, sebbene questa scorciatoia sia molto allettante, non sarebbe una cosa saggia. Fanzaga e i suoi sodali, imbecilli o meno che siano, sono soprattutto persone che odiano il genere umano. Persone cattive che credono in un dio cattivo, e dalle quali è lecito aspettarsi di tutto” (1). (more…)

Pubblicato il 19-06- 2009 3:11 pm | Commenti (10) |
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Chiesa

Ci è scappato il morto. Anzi due. Due ragazze, schiacciate nella calca dello stadio di Luanda. Si fosse trattato di un concerto, si sarebbe puntato il dito contro gli insensati carnai che sono certi concerti rock. Ma era un carnaio religioso, quello dello stadio di Luanda. Uno dei tanti carnai religiosi voluti dalla Chiesa cattolica a partire dallo sciagurato papato di Giovanni Paolo II. Dopo essere andato a predicare contro l’uso del preservativo in Camerun, un paese in cui solo nel 2008 sono morte di AIDS 49.000 persone, il Moloch con le scarpette rosse di Prada è andato in Angola a riscuotere il suo tributo di sangue.
“Non somiglio a Wojtyla ma ho lo stesso amore nel cuore”, ha dichiarato alla folla.

Pubblicato il 22-03- 2009 9:02 am | Commenti (1) |
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Note di apprendistato, Chiesa

Nel novembre del ‘98 scrissi al parroco della chiesa in cui sono stato battezzato, mandando la lettera per conoscenza anche all’allora arcivescovo di Foggia, monsignor Casale.

Egregio Sig. Parroco,
pur essendo stato battezzato secondo il rito cattolico nella parrocchia da Lei diretta pochi giorni dopo la mia nascita (avvenuta il 23 dicembre 1971), da molti anni ormai non mi considero più credente, non mi riconosco nelle attività, nei princìpi e nei fini della Chiesa cattolica, ho una concezione del mondo laica, non riconducibile a quella cristiana e lontanissima da quella cattolica.
“La capacità e la scelta di affidare se stessi e la propria vita a un’altra persona costituiscono certamente uno degli atti antropologicamente più significativi ed espressivi”, ha scritto recentemente Giovanni Paolo II nella enciclica Fides et Ratio (par. 33). Io sono convinto del contrario. Nell’ “abbandono fiducioso” a persone che si fanno garanti della verità credo che l’uomo svilisca la propria passione per la verità. Non riuscirei ad affidare me stesso ad una istituzione religiosa nemmeno se credessi in Dio (e si badi che il Pontefice parla di “scelta”).
In considerazione di ciò, chiedo che venga formalizzata la mia non appartenenza alla Chiesa cattolica, attraverso la cancellazione del mio nominativo dagli archivi parrocchiali.
Faccio presente che la legge 675 del 31/12/1996 consente di tutelare i dati personali chiedendo ad Enti ed Associazioni la cancellazione di essi, con particolare riferimento ai dati “sensibili”, riguardanti cioè le convinzioni personali.

(more…)

Pubblicato il 31-12- 2008 10:54 am | Commenti (4) |
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Chiesa

Ma non è questo il solo pericolo: l’introduzione di tali categorie mette a rischio l’esercizio di altri diritti umani: si pensi alla libertà di espressione, oppure a quella di pensiero, di coscienza e di religione. Le religioni, per esempio, potrebbero vedere limitato il loro diritto di trasmettere il proprio insegnamento, quando ritengono che il libero comportamento omosessuale dei fedeli non sia penalizzabile, tuttavia non lo considerano moralmente accettabile. E verrebbe così intaccato uno dei diritti primari su cui si fonda la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948: quello alla libertà religiosa.

L’Osservatore Romano di oggi.
Traduzione: Se questi dell’ONU dicono che discriminare gli omosessuali è sbagliato, non sarà più facile per noi farlo, e quindi la nostra libertà di discriminare, umiliare, perseguitare gli omosessuali sarà conculcata. E dal momento che la nostra religione consiste, in parte preponderante e determinante, in queste meschinità, sarà conculcata la nostra stessa libertà di religione.

Pubblicato il 20-12- 2008 4:12 pm | Commenta questo post (0) |
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Chiesa

Il problema, secondo l’esponente della Santa Sede, è “che in tutta Europa si sta introducendo la categoria della cosiddetta biopolitica: lo Stato cioè entra sempre più nella vita personale di ognuno”. Questo significa, ad esempio, che lo Stato “obbliga le famiglie a scegliere determinate scuole con determinate materie, non d’istruzione ma d’indottrinamento”.

Monsignor Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi (qui).

Pubblicato il 18-12- 2008 8:23 pm | Commenti (3) |
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Un umile operaio nella vignetta del Signore, Chiesa

Questo afferma il capo di una religione nel cui libro sacro ci sono scritte amenità come “Chiunque commette adulterio con una donna sposata, chiunque commette adulterio con la donna del suo prossimo, siano messi a morte l’adultero e l’adultera” (Levitico, 20, 10), o “Chiunque abbia giaciuto con un uomo come si giace con una donna, hanno compiuto tutti e due un’abominazione; siano messi a morte” (Levitico, 20, 13), o ancora “Un uomo o una donna fra voi che sia un negromante o indovino sia messo a morte: li lapiderete” (Levitico, 20, 27), e così via. Uno che fa parte di una organizzazione religiosa che ha osteggiato con tutti i mezzi, non esclusi il carcere e il rogo, la diffusione di quei diritti che sessant’anni fa sono stati codificati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo; una organizzazione che, mentre le forze intellettuali più vive in Europa gettavano le basi ideologiche di quegli stessi diritti, condannava l’affermazione che “è libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera”, o che “la Chiesa non ha potestà di usare la forza, né alcuna temporale potestà diretta o indiretta” (Sillabo, proposizioni XV e XXIV), e che ha dato il suo nobile contributo al Novecento, secolo delle stragi, associandosi ad un regime infame.
La dottrina cattolica conosce quattro virtù cardinali, prudenza giustizia fortezza e temperanza. Putroppo la vergogna non è tra queste.

Pubblicato il 10-12- 2008 10:44 pm | Commenti (9) |
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