
“C’è una buona Notizia per Te! Dio ti vuole Felice. Accogli il suo invito…”
Lo striscione fa bella mostra di sé sulla facciata d’un convento. Se si fosse affidato al Diavolo il compito di scrivere il testo per invitare la gente a mettere il naso dentro una chiesa, difficilmente avrebbe potuto escogitare qualcosa di peggio - di più volgare, di più falso, di più irreligioso. E di più efficace.
Lo slogan si indirizza con ogni evidenza ad un passante infelice. Il passante soddisfatto di sé non sa che farsene della buona notizia che Dio lo vuole felice. Pensa: amen, e passa oltre. Ma il passante infelice, con la sofferenza che gli morde i talloni, non può che restare colpito da quell’annuncio. Gli basterebbe riflettere un attimo, per capirne l’assurdità. Dio, che ha creato il mondo, vale a dire galassie su galassie, stelle su stelle, si preoccupa per lui, come se fosse suo padre o sua madre, in ansia perché è uscito senza la sciarpa e fuori fa freddo. Ma la gente che soffre, si sa, o riflette troppo o non riflette affatto. La gente che soffre è più debole della gente che sta bene. E’ per questo che chi ha scritto quel testo si è indirizzato a lui, al passante che soffre. E’ la strategia di tutte le sette: rivolgersi a chi è più fragile e promettere serenità, tranquillità, addirittura felicità. Non è una promessa del tutto infondata. Le chiese e le sette (la differenza è sottile) sono realmente in grado di migliorare la condizione di chi si affida ad esse, se non altro perché si tratta di comunità, e stare in una comunità è meglio che essere soli. Certo, il prezzo è alto (rinunciare a quel po’ di razionalità e di pensiero critico che restano, accettare idee assurde, lasciarsi manipolare), ma se l’alternativa è il suicidio, può anche andare.
L’annuncio è anche felicemente in accordo con i tempi. Può capitare, facendo qualche passo oltre il convento, di imbatterti in un negozio che ad esempio annuncia: “Tutto l’Universo a 1 euro”, e di notare la straordinaria affinità tra il primo ed il secondo annuncio. Dietro c’è, ovviamente, il capitalismo, questa Buona Novella rassicurante che ti mette in mano la felicità ad un costo minimo. Dire che Dio ti vuole felice (anzi: Felice) vuol dire esattamente questo: affidarti l’Universo. Se il Creatore di Tutto si cura di te, allora vuol dire che in questo Tutto tu sei Qualcuno. E’ un correttivo assolutamente opportuno, perché la società in cui vivi sembra dimostrarti il contrario: le città crescono, le strade si allargano, i rapporti umani anche: e ti capita di sentirti solo, nulla per tutti. E’ uno spicevolissimo errore di valutazione. Il sistema capitalistico-religioso non ti lascia mai solo, viene a prenderti, si curva su di te per annunciarti che tu sei l’Individuo, tu sei il Centro, che tu hai diritto alla felicità ad un prezzo bassissimo: basta che accogli il suo invito, basta che paghi un euro.
Nell’epoca del consumismo avanzato, Dio è come un detersivo. La cosiddetta catechesi non è altro che vendere Dio adoperando gli stessi strumenti della pubblicità: magnificare le qualità del prodotto ed i suoi meravigliosi effetti sull’acquirente, sottolineare la facilità dell’acquisto, il prezzo conveniente. La fede è un comportamento di consumo come un altro. Le angosciose questioni sulla grazia appartengono al passato. E’ ormai evidente che ognuno può darsi la fede da sé, se soltanto vuole - o se comprende che gli conviene. Che Dio possa darsi, e solo ad alcune condizioni, è ormai inammissibile. Un tale Dio non sarebbe più un prodotto di consumo. Ogni prodotto dev’essere sempre disponibile, accessibile per l’acquirente. Il prodotto deve essere facile da usare, vale a dire chiedere all’acquirente il meno possibile. Per il mondo del consumo, l’acquirente è l’Individuo, il centro del mondo, il re del creato, Colui che ha diritto ad ogni vantaggio senza che si debba pretendere da lui il minimo fastidio. L’Universo del Consumo esiste per lui, solo per renderlo felice. Dio vuole che tu sia felice. Dio non vuole che tu faccia qualcosa. Non vuole che sia felice l’umanità, o che tu contribuisca in qualche modo alla felicità dell’umanità; non vuole che tu faccia il bene o compia qualche dovere; non esige nulla da te. Devi solo accogliere l’invito e metterti comodo.
E’ come guardare la televisione sorseggiando una lattina di birra.