Diario antitaliano

“Poi se tu sei una bella donna e ti vuoi vendere, e ti vuoi vendere, tu lo devi poter fare, perché anche la bellezza, anzi soprattutto, come dice Sgarbi, la bellezza, ha un valore. Se tu sei racchia e fai schifo te ne devi stare a casa, perché la bellezza è un valore che non tutti hanno e viene pagato, come la bravura di un medico, di… E’ così. E’ così. Allora chi questo non lo capisce… “ah, il ruolo della donna viene minimizzato”… e vabbe’, allora stai a casa, ma non mi rompere i coglioni. (…) Quando sei onesto, non fai un grande business. Rimani nel piccolo, secondo me. No? Purtroppo è così. Se vuoi aumentare i numeri eh devi rischiare, devi rischiare il tuo culo. E’ così, è la legge del mercato. Più in alto vuoi andare e più devi passare sui cadaveri. E’ così, ed è giusto che sia così. Però qui non viene capito, perché c’è un’idea cattolica, c’è un’idea morale… è quello che mi fa incazzare… l’idea moralista della sinistra… che tutti devono guadagnare duemila euro al mese, che tutti devono avere diritto… no, no, qui è la legge di chi è più forte, di chi è leone… se tu sei pecora rimani a casa con duemila euro al mese. Se tu invece vuoi ventimila euro al mese ti devi mettere sul campo e ti devi vendere tua madre. Mi dispiace ma è così, la penso così.”

Terry De Nicolò, escort. Qui il video.

“Il padre di san Francesco ha aiutato i poveri molto più efficacemente del figlio. Il figlio elogiando la povertà ha contribuito a diffonderla. Ha fatto un danno ai poveri, mentre il padre per egoismo ha dato loro lavoro.”

Antonio Martino, ex Ministro. Qui il video.

Pubblicato il 18-09- 2011 10:18 am | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

da Antonio Vigilante
a piergiorgio.stiffoni@senato.it
data 26 novembre 2010 09:53
proveniente da gmail.com

Gentile senatore Stiffoni,

mi permetto di scriverle per ringraziarla e per farle una richiesta. La ringrazio perché da tempo cercavo una frase che condensasse la stagione che stiamo vivendo, anzi soffrendo. Ieri ho trovato in rete questa sua affermazione: “Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio del cimitero di Santa Bona non è ancora pronto”. Ecco, mi sono detto: ci siamo. Lei ha saputo esprimere il sentimento di molta gente, e di questo, ripeto, non posso che esserle grato. Quando in futuro si cercherà di comprendere il tempo che stiamo vivendo, la sua frase risulterà preziosissima, aprirà uno spiraglio su quel fondo di odio, di cieco razzismo, di barbarie morale e civile, di crassa ignoranza, di nazi-fascismo che la sua parte politica ha consolidato e sulla quale ha vergognosamente costruito la propria fortuna elettorale. Sarà utile per capire fino a qual punto si è giunti, in questi anni disgraziati.
Vengo alla richiesta. Ho detto che grazie alla sua affermazione - ed a tante sue altre: scopro anche che ha proposto di tatuare gli italiani per distinguerli dagli immigrati - sarà possibile capire molte cose. Ma molte altre domande resteranno. Ci si chiederà: come può un uomo ridursi così? Come è possibile che, dopo duemila anni di cristianesimo, ci sia ancora una tale barbarie? Come è possibile che un uomo non riesca a comprendere il valore dell’umanità? Cosa succede in un essere umano, perché giunga ad un tale livello di abiezione? Sono domande non facili, alle quali è possibile rispondere solo in via ipotetica. La prego dunque di offrire il suo contributo alla comprensione dell’animo umano. Mi dica, per favore, affinché io possa spiegarlo in futuro ai miei nipoti, cosa l’ha ridotta così. Le saremo tutti molto grati.

Pubblicato il 26-11- 2010 10:56 am | Commenti (5) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

L’Espresso pubblicizza l’iniziativa “Save the Story”. Per salvare dall’estinzione il patrimonio del nostro passato. Dice: “Ci sono persone pronte ad ascoltare queste storie, se gli verranno raccontate nel modo giusto”.
Evidentemente è troppo tardi.

Pubblicato il 03-10- 2010 8:26 am | Commenti (3) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Francesco Cossiga è morto. Questo vuol dire che:

1. dal punto di vista cattolico, finirà all’inferno
2. dal punto di vista dei Testimoni di Geova, la sua anima verrà distrutta
3. dal punto di vista di qualche cattolico progressista, la sua anima verrà purificata dal male e resterà solo il bene; nel caso di Cossiga, con ogni probabilità questa posizione coincide con quella dei Testimoni di Geova
4. dal punto di vista degli ebrei, finirà nel Ghehinnom e verrà immerso nel fiume di fuoco Dinur, per purificarsi - anche questa posizione con ogni probabilità coincide con quella dei Testimoni di Geova, nel caso di Cossiga
5. dal punto di vista musulmano diventerà ospite del Jahannam, dove probabilmente sarà condannato in eterno ad essere inseguito e sparato da demoni-poliziotti
6. dal punto di vista delle religioni che credono nella metempsicosi o nella rinascita, rinascerà sotto forma di qualche animale sofferente per scontare il suo karma negativo, e solo tra qualche migliaio di anni riassumerà - o, per meglio dire, assumerà per la prima volta - la forma umana
7. dal punto di vista ateistico, è vissuto più di ottant’anni compiendo un crimine dietro l’altro, e per questo è stato coperto di onori e di riconoscimenti: e amen.

Come vedi, in certe cose l’ateismo si mostra insoddisfacente. Mi dirai che però Cossiga soffriva di depressione, e la depressione, si sa, è un inferno in terra. Va bene, va bene. Ma te lo ricordi Alex Langer? Anche lui soffriva di depressione. E’ stato una delle persone più oneste e pure della scena politica italiana degli ultimi cinquant’anni: ed è finito impiccato ad un albicocco.
Eppure forse l’ateismo un vantaggio l’ha. Leggiamo San Paolo. “Ogni persona si sottometta alle autorità che le sono superiori. Non esiste infatti autorità se non proviene da Dio…” (Romani, 13, 1). Cossiga, che è stato una autorità, è superiore a me ed a te, ed è stato messo lì da Dio. E dunque non finirà all’inferno, né verrà distrutto, ma riceverà anche all’altro mondo, nel mondo perfetto, gli onori che ha ricevuto in questo, così malmesso.
L’immagine che l’uomo della strada si fa di Dio forse non è del tutto adeguata. Se osserviamo la creazione, se leggiamo la Bibbia, se facciamo qualche considerazione sulla cosiddetta logica della salvezza, giungiamo a conclusioni che possono apparire bizzarre. Non si può escludere che Dio sia una sorta di Supersenatore Democristiano, per dirla con Carlo Coccioli; un Cossiga metafisico. Che pensare, del resto, di uno che comanda ad Abramo di sgozzare suo figlio Isacco? Di uno che diventa il Signore degli Eserciti al servizio di uno dei popoli da lui creati, guidandolo al massacro degli altri popoli da lui creati? Di uno che per scommessa permette a Satana di ridurre in condizioni pietose l’uomo più pio della terra, e quando questi reagisce con terribili bestemmie - Dio, dice, è un mostro che se la ride quando i terremoti falciano vite umane, e gli innocenti implorano aiuto; e fa governare il mondo ai pazzi: affermazione che getta una luce sinistra su quella della Lettera ai Romani - interviene per dire che sì, Giobbe ha detto di lui cose giuste? Di uno che guida Mosè nello sgozzamento di donne e bambini? Di uno che alla fine, ebbro di sangue, sacrifica il suo stesso Figlio?
Non è dunque da escludere, considerando la storia, la creazione e le scritture, che Dio sia ad immagine e somiglianza di Cossiga. In questo caso, Cossiga sarebbe accolto con tutti gli onori in una grande tenuta di caccia, in cui lui ed il Signore, servendosi di qualche miliardo di demoni-poliziotti, continuerebbero a sparare addosso a Giorgiana Masi ed alle altre infinite vittime della storia.
L’ateismo ha almeno il merito di limitare i danni.

Pubblicato il 18-08- 2010 7:27 am | Commenti (6) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Sono in coda all’ufficio postale per spedire un pacco. Pagano le pensioni, l’ufficio è pieno all’inverosimile, fa caldo, la gente è nervosa. C’è una donna incinta, il bambino nascerà tra pochi giorni, dice. Le propongo di passarmi avanti nella coda, non vorrei che mi svenisse. Un ragazzo grande e grosso, noto nel quartiere per qualche problema mentale, dà segni di impazienza. La donna incinta commenta: Ah, i pazzi stanno fuori dai manicomi. L’amica si accoda: Eh, sì, ormai stanno tutti fuori. E ridono. L’impiegato si rivolge al ragazzo: Geometra, calma! Poi ridendo ci spiega che lo chiama geometra perché fa avanti e dietro per l’ufficio, come se prendesse le misure. La collega ride. Viene a prendere le misure una volta al mese?, dice.
I pazzi stanno fuori dai manicomi, già. Non tutti, non proprio tutti. Francesco Mastrogiovanni, ad esempio, lo hanno rinchiuso in ospedale psichiatrico per un semplice tamponamento. Ma lui non era un matto normale: era un matto anarchico. Che facesse il maestro, non è un’attenuante; al contrario: chissà quanti danni ha fatto, come maestro anarchico. E dunque dentro, Francesco. Legato al letto. Sottoposto non si sa a quali altre violenze.
Dopo quattro giorni è crepato, Francesco. Finito nella botola. Silenziosamente, perché la morte di un matto in Italia non fa notizia, meno ancora se è un matto anarchico.
Ci sono tre cose, in questo paese: le leggi, la prassi e quel che ha in testa la gente. Le leggi sono fatte dalla borghesia, e fanno schifo come fa schifo la borghesia. Ma, poiché persino in Italia non tutto è sempre stato merda, qualche legge buona c’è, figlia di qualche breve stagione di buon senso, di apertura, di razionalità. La prassi - dico l’agire dei politici, dei poliziotti, dei medici e così via - sta diventando giorno dopo giorno sempre più chiusa, violenta, rozza: fascista. Ma ciò che spaventa di più è quel che ha in testa la gente.

Pubblicato il 04-08- 2010 10:40 am | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Andrea Trisciuoglio è consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. E’ malato di sclerosi multipla. L’8 aprile si è visto riconosciuto dalla Regione Puglia il diritto di curarsi adoperando farmaci derivati dalla cannabis. Gli studi dicono che vi sono miglioramenti oggettivi nei malati di sclerosi multipla in seguito alla somministrazione di cannabinoidi. Ma la cannabis non è una pianta come le altre. E’ uno dei simboli del male, della degenerazione, del disordine. Anche quando si è in grado di dimostrare che ha effetti terapeutici. Ed anche quando è autorizzata con una delibera della Regione.
La mattina del 29 giugno i carabinieri bussano alla porta di Andrea Trisciuglio. Sono in cinque. Cercano la droga. Perché la cannabis è una droga, e se un malato fa uso di cannabis, vuol dire che è un drogato, anzi forse uno spacciatore. Rovistano nei cassetti, guardano ovunque. Trovano solo il Bediol, il farmaco che è la stessa Asl a passargli. Poi lo portano in caserma.
Una società si regge, se si regge, sulla fiducia sistemica. Il singolo deve sapere che il sistema funziona; che, per dire, se sei una persona onesta, nulla può succederti; che nessuno può piombare a casa tua, spaventare te e la tua famiglia, rovistare nei tuoi cassetti e trattarti come un criminale. Quando questo succede, quando una persona onesta subisce un simile atto di intimidazione, è il sistema che vacilla.
E’ quello che succede nelle dittature, che si reggono sulla paura, sull’insicurezza, sul timore e sul tremore di tutti. Ognuno è colpevole, come nella migliore tradizione cattolica. Nessuno può dirsi sicuro.
E’ quello che sta succedendo in questo paese. Nel quale può accadere che un pacifico manifestante venga torturato, che qualcuno venga portato in questura ed ucciso: o che una persona onesta venga vigliaccamente intimidita solo perché ha osato chiedere di curare la sua grave malattia con un farmaco che spaventa i benpensanti. E’ questa la colpa che nell’Italia berlusconiana non si perdona, che distrugge la sicurezza personale e fa vacillare la fiducia sistemica: spaventare, anche solo un poco, i benpensanti, farsi eccentrici, chiedere qualche cambiamento sociale, magari pretendere di crepare quando i benpensanti ti vogliono vivo per puntellare le loro improbabili certezze etico-religiose. Chi fa questo, diventa immediatamente losco, uno che di certo nasconde in casa qualcosa di compromettente, uno da cui la collettività si difende mandando dei poveracci in divisa, costretti loro malgrado a coprirsi di vergogna e di ridicolo.

Pubblicato il 01-07- 2010 8:36 am | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Nella città in cui sono vissuto fino allo scorso anno si è votato per il sindaco. In genere il centrosinistra prende circa il 70 % dei voti, e così è stato anche questa volta. Il primo atto ufficiale del nuovo sindaco è stata la visita al vescovo. I due brav’uomini hanno parlato dei problemi della città, in vista di una fattiva collaborazione, o qualcosa del genere. Cioè: il sindaco eletto dai cittadini ha riconosciuto, come suo primo atto, il ruolo nella governo della città di un bizzarro personaggio, vestito in modo discutibile, non eletto da nessuno, che rappresenta i seguaci di una confessione religiosa.
Prima delle elezioni quel tizio vestito in modo strano aveva ricevuto dal governo nazionale seicentomila euro, per sistemare le sue chiesette (più qualche altro edificio esente da Ici, maligno). Il politicante locale si era premurato di precisare che quei soldi erano il risultato della particolare sensibilità del centrodestra per il benessere della Chiesa. Ma non si sono fidati, i cattolici. Ed a ragione. Il centrosinistra in passato aveva fatto anche di meglio. Ad esempio acquistando dall’Istituto Case Popolari un bel
po’ di terra - sulla quale si sarebbero dovute costruire le case per i poveri - e regalandola alla curia locale per la costruzione di una nuova avveniristica parrocchia.

Pubblicato il 02-04- 2010 8:17 am | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

La politica era alla frutta. Ora è agli ortaggi. Su un grande manifesto il candidato sorride. Lo slogan dice: “Buono, genuino, nostrano. Difendi la tua terra con…” Sulla destra delle pagnotte di pane e quattro pomodori in primo piano. Questa è la terra: a questo si è ridotta. Ed a questo si è ridotta la politica, o almeno una certa politica. La politica di un governo che non sa che farsene della cultura nazionale - la Biblioteca Nazionale di Firenze, una delle più importanti istituzioni del paese, rischia di chiudere per mancanza di fondi -, ma che esalta ad ogni pie’ sospinto, da ogni tavolo di convegno, davanti ad ogni telecamera, la bontà, la genuinità, l’unicità dei prodotti enogastronomici nazionali. Campione di questa politica è il ministro Zaia, un uomo al quale anche il cuscus, che è possibile preparare con ingredienti italianissimi, appare come una minaccia all’identità gastonomica nazionale. E’ un nazionalismo debole, all’amatriciana, che si fonda su due pilastri: da un lato, questa esaltazione a tratti anche ridicola dei prodotti tipici*, dall’altra la difesa ad oltranza del crocifisso, feticcio più che simbolo, significante che ha smarrito qualsiasi significato religioso ed addita piuttosto il mondo rassicurante della care vecchie usanze italiane - la passeggiata della domenica, le paste dolci, la messa quando capita. Volendo sintetizzare con un’immagine la politica attuale della destra italiana, si potrebbe dire: crocifisso e caciocavallo. E’ il simbolo più adatto ad una politica che, mentre si appella pateticamente alla libertà, in realtà riduce l’uomo ai suoi elementi primordiali. La politica di un uomo che ogni giorno si vanta di non “mettere le mani nelle tasche degli italiani”, mentre ogni giorno attraverso le sue televisioni mette le mani nella loro testa.

* Con i veneti che esaltano la patata americana di Anguillara: per dire.

Pubblicato il 02-02- 2010 4:38 pm | Commenti (1) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

C’erano ballerini, pittori ed attori, ieri sera a teatro: chiamati a raccolta dall’Ugl per sensibilizzare sul tema della sicurezza sul lavoro. Io, ahimé, non sono ballerino né pittore, e meno che mai attore, ma ho voluto dare il mio minimo contributo alla cosa, segnalando una seconda volta ai carabinieri la situazione del cantiere di cui al post precedente. Faccio il 112, mi risponde il tizio dell’altra volta. Mi chiede di alzare la voce, perché non mi sente bene. Il problema non è la mia voce bassa, né la scarsa qualità della ricezione telefonica; è che lui sta in una stanza in cui si sono non so quante persone che parlano a voce alta. Capto questa perla tra le altre: Quist ha proprije cac’t u cazz. Lascio per la seconda volta nome cognome e numero di telefono, poi saluto.
E’ quasi superfluo, purtroppo, aggiungere che anche questa seconda telefonata è stata inutile. Come è possibile constatare in questa foto ed in quest’altra, oggi i lavori sono andati avanti sempre nel massimo sprezzo delle norme di sicurezza. Come si vede dall’ultima foto, la costruzione del tetto è praticamente completata. Per circa due settimane questi operai hanno potuto lavorare in un cantiere nel bel mezzo della città in condizione di evidente pericolo, e segnalare per due volte la cosa a chi dovrebbe intervenire è stato del tutto inutile.
Intanto ieri sera il provveditore agli studi ha annunciato l’avvio di corsi di sensibilizzazione rivolti agli studenti. Temo che siano altri, quelli da sensibilizzare.

Pubblicato il 11-12- 2009 3:13 pm | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Ho scattato questa foto il 30 novembre. Operai al lavoro in un cantiere senza il minimo rispetto delle norme di sicurezza. Una scena consueta, ma che consueta non dovrebbe essere. Il giorno successivo - la situazione era questa - ho segnalato la cosa ai carabinieri. Come c’era da aspettarsi, nulla è cambiato. Gli operai hanno continuato a lavorare senza casco e imbragature. Questa è la situazione di oggi, 7 dicembre, a sette giorni dalla segnalazione ai carabinieri.

Pubblicato il 07-12- 2009 10:27 am | Commenti (1) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Con la penna di Saviano, la sinistra italiana ha scritto a Berlusconi. Ecco il testo:
“Berlusconi, e che è, oh, diamoci una calmata, eh, oh, e che è, qua pare che ogni cosa, ogni cosa, uno non si può muovere che… e questo, e quello… pure per te, eh, oh.”
Firmato: tante personcine per bene, che non farebbero male nemmeno a una mosca.

Pubblicato il 17-11- 2009 6:42 am | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Cerco di non pensarci al mattino, ché è una di quelle cose che rischiano di rovinarti la giornata sul nascere: ma prima o poi, nel corso della giornata, mi capita di pensare all’assurdo. Non all’assurdo esistenziale - perché esiste l’essere e non piuttosto il nulla -, che si presenta prepotente, al mattino o quando gli pare, di là da ogni buon proposito di positività e concretezza, ma l’assurdo hicetnunchico, l’assurdo di vivere in un paese governato da un uomo che mente, circondato da uomini che mentono, con l’approvazione o l’indifferenza di milioni di persone che sanno che mente, e che non mente su cose da nulla, ma su cose gravi. Una situazione assurda, appunto, e disperante. Ma non mancano i segni di speranza. Basta cercarli. Ad esempio ho tra le mani un libro sul counseling filosofico, che sto leggendo nel tentativo di convincermi che non è quella idiozia che penso. Per spiegare come funziona in counseling filosofico, l’autore immagina la seguente situazione. Pierre e Silvia sono due coniugi trentacinquenni, cattolici. Non hanno figli. Vorrebbero averne uno ricorrendo alla fecondazione in vitro, ma hanno scrupoli morali. Ne parlano con il loro parroco, ma non sono soddisfatti. Per questo ricorrono al filosofo, il quale spiega loro le diverse posizioni morali sulla questione, avendo cura di non influenzarli in un senso o nell’altro. Ecco la speranza. Esistono persone che prima di fare una scelta hanno tanti scupoli morali, da pagare qualcuno per aiutarli a districarsi ed a documentarsi. Esistono persone che sotto l’urgenza dei loro scupoli morali si mettono a filosofare loro stessi: e questo nel paese in cui milioni di persone sostengono con l’approvazione esplicita o con l’indifferenza un criminale che mente apertamente sui suoi crimini e che cerca di sfuggire alle sue responsabilità facendo approvare leggi su misura per lui. Dirai che le cose non vanno così, che purtroppo questa speranza è fallace, che questi due coniugi scupolosi sono frutto della fantasia del mio autore. Sono tentato di pensarla anch’io così, a dire il vero. Ma c’è qualcosa che non torna. C’è che in Italia esistono master sul counseling filosoico, e sono master che costano anche diverse migliaia di euro. Se c’è gente che spende tanto per studiare il counseling, vuol dire che c’è richiesta, vuol dire che tanta gente, stanca del prete o dello psicologo, non vede l’ora di portare i suoi scrupoli morali davanti allo sguardo analitico e oggettivo del filosofo. Detto altrimenti, vuol dire che incredibilmente anche gli scrupoli morali, nel paesi di Berlusconi, hanno un loro mercato.

Pubblicato il 15-11- 2009 12:57 pm | Commenti (10) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

7 ottobre. Durante una puntata di Porta a Porta Rosy Bindi critica il premier. Che tenta di zittirla con un: Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente.
12 ottobre. Stati Uniti, Colombus Day. Alcuni italiani contestano il ministro Ignazio La Russa. Il quale attacca uno di loro: Sei un pedofilo, mi ricordo cosa facevi alle bambine. E ride, e istiga la gente intorno contro il contestatore, ripetendo come un ossesso: sei un pedofilo, sei un pedofilo.
15 ottobre. Sugli schermi di Canale 5 compare il giudice Mesiano, colpevole di aver condannato Berlusconi ad un risarcimento multi-milionario. La televisione del premier lo mostra nella sua quotidianità, il giornalista prezzolato cerca di metterlo in ridicolo davanti a milioni di telespettatori, evidenziando le sue presunte stranezze.
27 ottobre. Capodichino. Il ministro Claudio Scajola è in visita ad una fabbrica. Un operaio lo contesta. Il ministro risponde: È come se io dicessi che tutti i lavoratori sono stronzi come lei, però non lo dico.
Può essere che mi sbagli, ma ho l’impressione che in questo mese appena passato la già traballante democrazia italiana abbia subito un altro colpo; che si sia fatto un passo ulteriore verso qualcosa di diverso. Oggi in Italia chi critica il potere o fa qualcosa che al potere non piace può subire la gogna mediatica, l’istigazione al linciaggio, l’insulto pubblico o privato. Tra agosto e settembre abbiamo assistito alle dimissioni di un direttore di giornale che aveva criticato il premier, diffamato da un altro direttore di giornale al soldo del premier. A metà settembre lo stesso giornale tenta di intimidire il presidente della Camera, anch’egli critico nei confronti del premier, accenando a “faccende a luci rosse”. Non mi sembra che vi siano molti esempi di cose simili in altre democrazie.
Non basta, certo, a dire che siamo in un regime. E’ un errore lamentare ad ogni pie’ sospinto la fine della democrazia: se si grida sempre al lupo, quando il lupo arriva davvero non ci crede nessuno. In un paese non democratico chi critica pubblicamente il potere, come lo studente iraniano Mahmoud Vahidnia, riceve risposte garbate, ma il giorno dopo scompare dalla circolazione. Non siamo a questo punto. Ma l’insulto ed il linciaggio stanno al gradino immediatamente precedente nella scala che scende verso l’autoritarismo. Ed è un scala che stiamo scendendo di corsa.

Pubblicato il 02-11- 2009 7:10 am | Commenti (2) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano

Bossi ha dichiarato che Tremonti lo protegge lui. L’avvocato Ghedini si è affrettato a precisare che Berlusconi è solo l’utilizzatore finale.

Pubblicato il 25-10- 2009 8:05 am | Commenta questo post (0) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita
Diario antitaliano, Alterius spectare laborem

Roba da Mille e una notte, assicurano. Il teatro La Fenice blindato, fuori: e dentro l’emiro di un paese arabo, e la prediletta tra le sue mogli, e trecento invitati sceltissimi, tra i quali non potevano mancare il nostro presidente del Consiglio e la rappresentante degli industriali. Spettacoli, ballerini, cibo, lusso sfrenato. Si è festeggiato, ieri sera, il rigassificatore di Porto Levante, creato anche con i soldi dell’emirato del Qatar. Berlusconi ha detto: “Mettere insieme le fonti di energia con la testimonianza della storia e dell’arte, unire il Qatar con l’Italia, è un matrimonio che può dare un risultato straordinario. Cominciamo con questo fidanzamento e andiamo avanti verso una collaborazione sempre più ampia”. Poi ha parlato del suo carisma e di quanto è adorato da quelli che lavorano con lui.
Ieri, mentre a Venezia si preparava la grande serata di gala alla Fenice, a Napoli in un basso del rione Sanità hanno trovato il corpo senza vita di un bimbo di sei anni. Sua madre è in fin di vita. Si scaldavano con un braciere da quando l’Enel ha tagliato loro la corrente perché non hanno pagato la bolletta. Vittime del monossido di carbonio. Vittime della povertà.
L’articolo 3 della nostra Costituzione dice che siamo tutti uguali davanti alla legge, e che è compito della Stato “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Tagliare la corrente non è però, a quanto pare, un atto anticostituzionale. Se gliel’avessero tolta per ragioni razziali o religiosi, oggi i giornali parlerebbero di grave discriminazione. Gleil’hanno tagliata invece perché sono poveri: ed in Italia la discriminazione contro i poveri è non solo tollerata, ma apertamente incoraggiata e favorita da politici, imprenditori, pubblicitari e giornalisti.

Pubblicato il 20-10- 2009 9:02 am | Commenti (1) |
Proponi su OkNotizie Posta su Segnalo Segnala su Technorati Segnala su Wikio Segnala su Del.icio.us Segnala su Digg Segnala su Technotizie Segnala su Faiinformazione Segnala su Diggita

Next Page »

(c) 2003-2011 Antonio Vigilante
Blog ospitato da Blogsome

Creative Commons License
Questo blog è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons