minimo karma    retomar o pedaço que falta

Recensioni, Educazione

La figura di Paulo Freire è stata, negli ultimi decenni, progressivamente marginalizzata nel dibattito pedagogico, fino ad essere consegnata alla storia dell’educazione come generoso esperimento di educazione popolare – una cosa ammirevole, ma che appartiene al passato. Se ci si interroga sulle ragioni di questa che appare come una vera rimozione, ci si trova di fronte ad una evidenza: le società capitalistiche avanzate non possono ammettere che in esse vi siano ancora forme di oppressione. Esse promettono benessere, felicità, libertà e liberazione, si presentano come l’attuazione senza residui del progresso sociale oltre che economico, annunciano l’avvento dell’epoca in cui è possibile a tutti essere pienamente sé stessi, strappati via i vecchi condizionamenti e superati gli antichi limiti. Questa colossale menzogna è possibile grazie all’opera dei mass media ed alla loro azione di rimozione, che riporta dietro la scena tutto ciò che è sporco, povero, infelice. I marginali intoppi saranno affrontati dagli specialisti al servizio del benessere comune, i quali si guarderanno bene dal ricondurre il disturbo del singolo ad una qualsiasi realtà di oppressione sociale, come anche dal richiamarlo ad avviare da sé il cambiamento necessario. (more…)

Pubblicato il 25-10- 2009 1:24 pm | Commenta questo post (0) |
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Educazione

Ieri pomeriggio guardavo distrattamente una trasmissione di non so quale canale Rai: una di quelle trasmissioni nelle quali si analizzano coram populo i sentimenti, le tensioni, i drammi delle famiglie italiane. C’era una adolescente che aveva qualche rancore nei confronti dei genitori. A un certo punto ha detto che il padre la picchiava con la cintura dei pantaloni. La conduttrice ha reagito con leggerezza: sorridendo, ha detto che anche lei da piccola ne ha prese, di botte.
Immaginiamo al posto della ragazzina un qualsiasi soggetto fisicamente o socialmente debole - un portatore di handicap, ad esempio, o un extracomunitario - che dica in televisione di essere stato frustato con una cinghia da un altro soggetto forte - un italiano, ad esempio - presente in studio; immaginiamo che la conduttrice minimizzi, e la rivelazione finisca quasi in risata. Sarebbe una cosa rivoltante, un segno ulteriore di degrado morale e civile, come si dice. Così non è se il soggetto debole è una adolescente ed il soggetto forte è suo padre. La violenza in questo caso è giustificata. Eppure quel soggetto debole come qualsiasi altro ha diritti. Ogni essere umano ha il diritto di essere rispettato nella sua integrità, di non subire umiliazioni e violenze. Cosa ci impedisce di vedere un bambino o un adolescente come un soggetto detentore di diritti? Quella che chiamo la maledizione dell’educazione. (more…)

Pubblicato il 17-09- 2009 9:30 am | Commenti (2) |
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Nonviolenze, Educazione, Preprint



Pubblicato il 19-04- 2009 1:52 pm | Commenta questo post (0) |
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Buddhadhamma, Educazione, Preprint



Pubblicato il 13-04- 2009 3:05 pm | Commenti (3) |
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Recensioni, Educazione

La pubblicazione di un libro di pedagogia intitolato Ripensare l’autorità (1) è un segno dei tempi. Fino a qualche anno fa un titolo del genere sarebbe apparso eccessivo, provocatorio, mentre oggi non è da escludere che contribuisca a far lievitare le vendite del libro. Una campagna mediatica senza precedenti ha convinto l’uomo della strada che la scuola italiana è allo sfascio per mancanza di autorità e di disciplina, che ordinariamente nelle aule scolastiche avvengono atti di violenza, esibizioni più o meno goliardiche riprese con i telefonini e pubblicate su internet, libertà sessuali degne di certe commedie sexy all’italiana degli anni Ottanta. E così l’uomo della strada ed il governo si ritrovano felicemente concordi nel tuonare contro il lassismo e nell’invocare – e decretare – più rigore (così come si trovano d’accordo nell’esigere una certa durezza verso gli stranieri, la cui pericolosità è dimostrata ogni giorno, ed oltre ogni dubbio, dai telegiornali).
Considerato il contesto, è da ritenere dunque che le tesi di questo libro siano tutt’altro che marginali nel dibattito attuale sull’educazione. Segnano una via, indicano una tendenza, esprimono un’esigenza. Non è probabilmente inappropriato, per queste tesi pedagogiche e per le scelte politiche che ad esso sembrano corrispondere, parlare di neo-autoritarismo. Dal vecchio autoritarismo si distingue perché non giustifica l’autorità tout court, non considera l’obbedienza e la gerarchia come cose positive in sé, ma ritiene l’autorità uno strumento necessario per orientare gli educandi e per condurli verso la libertà. Alla base di questa riscoperta dell’autorità c’è una precisa diagnosi dello stato attuale della società. I genitori e gli educatori, si dice, non sono più in grado di assumersi la responsabilità di educare, rinunciano al loro ruolo per preferire quello più comodo di amici dei loro figli e dei loro studenti; il risultato è che abbiamo una generazione senza padri, senza modelli, che per questo è allo sbando. Non avendo modelli positivi, i giovani si abbandonerebbero a quelli negativi, non disponendo di indicazioni etiche chiare, si lascerebbero sedurre dall’irrazionale e dal male. «Oggigiorno, sotto l’aspetto dell’antropologia pedagogica, si assiste a una crisi di riconoscimento da parte degli adulti verso le proprie responsabilità educative e verso le esigenze di crescita delle nuove generazioni», afferma Luigi Pati (p. 27). E Vanna Iori: «I giovani, nel cammino verso l’età adulta, hanno bisogno di punti di riferimento, di valori e di modelli per decidere se scegliere di farli propri, rifiutarli, modificarli. L’attuale assenza di proposte da parte dei genitori che hanno perduto il ruolo di referenti educativi sta producendo effetti di dis-orientamento» (p. 77). (more…)

Pubblicato il 29-03- 2009 11:31 am | Commenta questo post (0) |
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Diario antitaliano, Educazione

L’educazione presuppone EDUCATORI in grado di INCARNARE MODELLI di SENSO per una VITA MIGLIORE.
Quelle quattro cazzate di Obama non significano ASSOLUTAMENTE nulla

Il DECLINO della scuola pubblica americana affonda le radici in quel
RELATIVISMO CULTURALE che senza nessun SENSO ne VERITA’ sarà sempre e solo noioso

Inutile che “il negro” si faccia illusioni AUTORITARISTE
Senza insegnanti AUTOREVOLI, cioè “modelli esistenziali positivi” non concluderà mai un’emerito cazzo.
Stanne certo
Il “negro” capisce di psicologia come io di botanica

Intervento di un certo (o una certa) Solania nel ng it.istruzione.scuola.

Pubblicato il 13-03- 2009 7:59 am | Commenti (1) |
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