E’ uscito il mio ultimo libro: Il Dio di Gandhi. Religione, etica e politica (Levante, Bari, pp. 292, euro 20). Chi fosse interessato può richiederlo in qualsiasi libreria o ordinarlo dal sito della casa editrice (la scheda del libro sarà presente tra qualche giorno). Di seguito la prima pagina della conclusione.
Beijing, piazza Tiananmen, 5 giugno 1989. Un ragazzo di cui mai si conoscerà il nome si piazza davanti ad una fila di carri armati. I carri si spostano e lui si sposta con loro. I carri si fermano, e il giovane sale su uno di essi e parla con i soldati. La foto che lo ritrae diventa una icona della speranza, ed il ragazzo anonimo nel 1989 viene inserito dalla rivista Time nella lista delle persone che più hanno influenzato il XX secolo.
16 marzo 2003, Rafah, striscia di Gaza. Rachel Corrie è americana, ha meno di venticinque anni. Fa parte dell’International Solidarity Movement. Crede nella nonviolenza. Il 16 marzo i bulldozer israeliani stanno demolendo case palestinesi nella striscia di Gaza. Rachel Corrie decide di difendere la casa di un suo amico, un medico palestinese. Ostacola l’avanzata di un bulldozer. Pensa che il bulldozer si fermerà. Pensa che a guidarlo è un uomo, e che un uomo non può non fermarsi davanti ad un altro essere umano inerme. Probabilmente ha in mente la foto del giovane cinese, e questo le infonde fiducia. Ma le cose non vanno come previsto. Il bulldozer non si ferma. Rachel Corrie viene schiacciata. Secondo alcuni testimoni, il bulldozer le è passato sopra una seconda volta facendo marcia indietro.
Anche nel caso di Rachel Corrie abbiamo testimonianze fotografiche. Dopo il fatto, fecero il giro del mondo, e sembravano contrastare in modo inequivocabile la versione dell’esercito israeliano. Oggi è difficile trovarle. Rachel Corrie non è finita in nessun elenco di persone influenti.
Tutta la vita di Gandhi è stata un insieme di esperimenti con la verità: non a caso Storia dei miei esperimenti con la verità è il titolo della sua autobiografia. Nonostante la fine tragica, l’esperimento gandhiano sembra riuscito. Un uomo inerme ha ottenuto la libertà per il suo popolo senza ricorrere alla violenza. Le cose probabilmente non sono andate proprio così, ma è indubbia l’efficacia storica e politica dell’azione di Gandhi. Anche l’esperimento del giovane anonimo di piazza Tiananmen sembra essere riuscito, pur se solo per il tempo necessario a scattare qualche fotografia. L’esperimento di Rachel Corrie è fallito tragicamente.
Che diremo, oggi, della forza della verità? Possiamo crederci? Possiamo ancora credere che la verità è più forte dell’errore, che il bene è destinato a vincere sul male, che la violenza può, anzi deve necessariamente essere vinta dalla nonviolenza?