minimo karma    retomar o pedaço que falta

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    Potremmo definire Antonio Vigilante un poeta maledetto dei giorni nostri, consapevole della malattia dell’essere, in cui fin dalle sue origini già si cela la promessa di dissoluzione. […] Il pessimismo di Vigilante che sostituisce il binomio pirandelliano vita-forma con nome-forma sembra indicare una possibile soluzione seppure non positiva sempre meno negativa nella scelta di non uccidere la vita ma di lasciarla rotolare come la pietra che ci aveva indicato la via per cominciare il viaggio della conoscenza - non-conoscenza ( io sono!). Non resta a noi lettori di Rima Rerum che lasciarci affascinare dalla lucidità di una filisofica poesia che traduce bene, in uno stile altrettanto lucido, l’umiltà di un pensatore-poeta tesa a tutelare la dignitosa onestà di essere intellettuali, anche a costo di avere il vuoto intorno: meglio un vuoto pieno piuttosto che un pieno vuoto…

Antonietta Ursitti recensisce Rima Rerum.

Pubblicato il 06-11- 2009 5:08 pm | Commenti (2) |
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E’ uscito il mio ultimo libro: Il Dio di Gandhi. Religione, etica e politica (Levante, Bari, pp. 292, euro 20). Chi fosse interessato può richiederlo in qualsiasi libreria o ordinarlo dal sito della casa editrice (la scheda del libro sarà presente tra qualche giorno). Di seguito la prima pagina della conclusione.

Beijing, piazza Tiananmen, 5 giugno 1989. Un ragazzo di cui mai si conoscerà il nome si piazza davanti ad una fila di carri armati. I carri si spostano e lui si sposta con loro. I carri si fermano, e il giovane sale su uno di essi e parla con i soldati. La foto che lo ritrae diventa una icona della speranza, ed il ragazzo anonimo nel 1989 viene inserito dalla rivista Time nella lista delle persone che più hanno influenzato il XX secolo.
16 marzo 2003, Rafah, striscia di Gaza. Rachel Corrie è americana, ha meno di venticinque anni. Fa parte dell’International Solidarity Movement. Crede nella nonviolenza. Il 16 marzo i bulldozer israeliani stanno demolendo case palestinesi nella striscia di Gaza. Rachel Corrie decide di difendere la casa di un suo amico, un medico palestinese. Ostacola l’avanzata di un bulldozer. Pensa che il bulldozer si fermerà. Pensa che a guidarlo è un uomo, e che un uomo non può non fermarsi davanti ad un altro essere umano inerme. Probabilmente ha in mente la foto del giovane cinese, e questo le infonde fiducia. Ma le cose non vanno come previsto. Il bulldozer non si ferma. Rachel Corrie viene schiacciata. Secondo alcuni testimoni, il bulldozer le è passato sopra una seconda volta facendo marcia indietro.
Anche nel caso di Rachel Corrie abbiamo testimonianze fotografiche. Dopo il fatto, fecero il giro del mondo, e sembravano contrastare in modo inequivocabile la versione dell’esercito israeliano. Oggi è difficile trovarle. Rachel Corrie non è finita in nessun elenco di persone influenti.
Tutta la vita di Gandhi è stata un insieme di esperimenti con la verità: non a caso Storia dei miei esperimenti con la verità è il titolo della sua autobiografia. Nonostante la fine tragica, l’esperimento gandhiano sembra riuscito. Un uomo inerme ha ottenuto la libertà per il suo popolo senza ricorrere alla violenza. Le cose probabilmente non sono andate proprio così, ma è indubbia l’efficacia storica e politica dell’azione di Gandhi. Anche l’esperimento del giovane anonimo di piazza Tiananmen sembra essere riuscito, pur se solo per il tempo necessario a scattare qualche fotografia. L’esperimento di Rachel Corrie è fallito tragicamente.
Che diremo, oggi, della forza della verità? Possiamo crederci? Possiamo ancora credere che la verità è più forte dell’errore, che il bene è destinato a vincere sul male, che la violenza può, anzi deve necessariamente essere vinta dalla nonviolenza?

Pubblicato il 26-10- 2009 6:22 pm | Commenti (4) |
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    Ecco: rima rerum è un libro che innanzitutto fa anche di te che leggi una cosa o una parola in travaglio, spaccata, faticosa, difficile, ti costringe a reggere insieme all’autore la tensione delle cose e delle parole, a portartela dentro, a seguire un cammino scabro, aspro e doloroso che non ammette rettorica o tregue a buon mercato, e va fino in fondo und sonnst gar nicht (se tu ora non mi soccorri, / dandomi ancora un po’ del tuo dolore / sarà stato nulla, tutto meno di nulla) - e forse, giunti fino in fondo, dopo avere non perduto, ma gettato via il nome, il volto, la parola e i pronomi possessivi, ti conduce a raggiungere o a ritrovare l’apertura, gli asfodeli, e la terra di dentro.

Ipazia parla di Rima Rerum. Ed è bello, nel tempo che piega scarta irride, scoprirti ascoltato, compreso - detto.

Pubblicato il 24-10- 2009 5:05 pm | Commenti (3) |
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La poetica di Vigilante, che può sembrare ad un primo, superficiale approccio, nichilistica rinuncia al senso, pur attraversando completamente la vacuità dell’apertura, si scopre cammino di ricerca, che riafferma la verità, l’Essere nella polisemia e nella complessità. La semplicità è tradimento, chiusura, negazione. La complessità è adesione fedele alla realtà, apertura, dialogo, cammino che si compie in compagnia dell’interlocutore, nel quale un senso incontra l’altro, se ne accosta pacatamente, comprendendo e sostenendo, ad un tempo, la vanità del tutto. Nulla è importante. E tutto è niente. Fino a che il niente non si faccia attesa di poter divenire tutto. Si scorgono, in questa accattivante ambivalenza di elementi, la logica e l’etica buddhista, che abituano il discepolo ad amare tutto senza tuttavia legarsi a nulla. Così le parole vengono adoperate, con semplicità…

Qui è possibile leggere un saggio di Antonietta Pistone su La poetica di Antonio Vigilante in Rima Rerum e Quartine.

Pubblicato il 11-07- 2009 11:08 am | Commenti (1) |
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Il lavoro di Antonio Vigilante La realtà liberata, con il significativo sottotitolo Escatologia e nonviolenza in Capitini, è a mio avviso da segnalare come il tentativo più riuscito di attingere il pensiero di Capitini nel suo significato unitario, intanto con una esatta collocazione nel suo tempo, ma poi con il coglierne le suggestive anticipazioni e ricadute sulla sensibilità odierna. A Vigilante si deve anche uno studio di presentazione complessiva del pensiero nonviolento, che mostra il profondo legame del pensatore umbro con tutti gli altri esponenti della nonviolenza. Esso, con lo studio di Eligio Resta, di cui parlerò a breve, rappresenta l’analisi filosofica più approfondita del tema.

Mario Martini, Lo stato attuale degli studi capitiniani, in Rivista di Storia della Filosofia, 4/2008, p. 797.

Pubblicato il 15-03- 2009 8:25 pm | Commenti (1) |
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Eppure un libro interessante, importante per certi versi, inedito nel panorama contemporaneo nella misura in cui sa equilibrare forza, aggressività, dolcezza, spessore umano.

Una seconda recensione di Alessandro Canzian - che ringrazio davvero per l’attenzione - su Whipart.

Pubblicato il 07-08- 2008 8:59 pm | Commenta questo post (0) |
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Mercanzia, Segnalazioni

Autore di non poco impegno intellettuale plasma il suo verso all’insegna della violenza insita nel varco delle parole. Nella Rima rerum. Violenza lessicale che in qualche modo non appartiene alla sostanza della parola bensì alla sua forma, che diviene in un certo modo maniera. È un costruire/ricostruire la realtà quasi a livello metafisico partendo dal varco dissolutorio delle cose, della realtà stessa. Dalla distruzione la ricostruzione in una sberla verbale che a una lettura appena appena più attenta non può che palesare il patema sottostante il verso.

Alessandro Canzian recensisce Rima Rerum.

Pubblicato il 04-08- 2008 7:43 am | Commenti (1) |
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Che cosa vuol dire che le cose e le parole sono aperte? Vuol dire che non sono cose. E’ la fine del mondo, la sconfitta delle parole. La cosa sta al di là del mondo e al di là delle parole. Mondo e parola cadono, cedono alla provocazione che l’apertura delle cose rappresenta.

Nei prossimi giorni uscirà presso le Edizioni del Rosone di Foggia, nella collana gli apolidi, il mio secondo libro di poesia: Rima Rerum. Poiché, come chi legge questo blog saprà, non credo nel diritto d’autore, il libro è rilasciato con licenza copyleft. Il lettore può riprodurre e distribuire l’opera, purché non lo faccia a scopo di lucro, non la alteri e la attribuisca al suo autore. Per favorire la diffusione dell’opera, ho creato un sito nel quale è possibile scaricare il libro e, se lo si desidera, lasciare un commento. Chi vorrà, potrà richiedere il volume in libreria o acquistarlo nel sito delle Edizioni del Rosone al costo di cinque euro. Non prima di due settimane, però.

Pubblicato il 24-07- 2008 6:08 pm | Commenti (13) |
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Pubblicato il 17-07- 2008 4:19 pm | Commenti (1) |
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Mercanzia, Segnalazioni, Libri, Anarchismo

Semina la vita intorno a te. Osserva che ingannare, mentire, intrigare, fare il furbo significa avvilirti, farti piccino, riconoscerti debole precocemente, fare come lo schiavo dell’harem che si sente inferiore al suo padrone. Fallo, se vuoi, ma sappi fin d’ora che l’umanità ti considererà piccolo, meschino, debole, e ti tratterà di conseguenza. Non percependo la tua forza, ti tratterà come un essere che merita compassione – null’altro che compassione. Non prendertela con l’umanità, se sei tu stesso a paralizzare la tua forza d’azione.
Sii forte, invece. E ogni volta che vedrai una ingiustizia o l’avrai commessa – una iniquità nella vita, una menzogna nella scienza, o una sofferenza imposta dall’altro – rivoltati contro l’iniquità, la menzogna e l’ingiustizia. Lotta! Più sarà intensa la lotta e più sarà intensa la vita. E allora avrai vissuto, e per un’ora di questa vita non darai anni di vegetazione nella putredine d’un pantano.
Lotta per permettere a tutti di vivere questa vita ricca e straripante, e sarai certo di trovare in questa lotta delle gioie così grandi, che non ne troverai di simili in nessun’altra attività.
Questo è tutto ciò che può dirti la scienza morale. A te scegliere.

Trovando non del tutto affidabile l’edizione curata da Ursula Bedogni per Nuovi Equilibri, mi sono permesso di fare una nuova traduzione de La morale anarchica di Petr Kropotkin, con un saggio introduttivo. E’ pubblicata in formato elettronico dalle edizioni dsmgtlfpqxz e può essere scaricata liberamente. Chi desiderasse la versione cartacea può acquistarla nel sito Lulu.com al costo di cinque euro e ottantuno centesimi.

Pubblicato il 23-02- 2008 11:48 pm | Commenta questo post (0) |
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Tophet

E’ in vendita nelle edicole e (credo) nelle librerie di Foggia (compresa la Libreria della Plebe, via Mario Pagano 38) il foglio libertario Tophet. Visioni dal fondo. Il primo numero è venduto al prezzo promozionale di un euro. Dal secondo in poi, costerà cinquanta centesimi.

Pubblicato il 08-06- 2007 8:16 am | Commenta questo post (0) |
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E’ pietà o violenza sopprimere un vitello gravemente ferito? E’ lecito allontanare con la violenza dalle proprie colture delle scimmie che le stanno devastando? In che modo una comunità può difendersi dai cani randagi ed idrofobi? E’ possibile difendere realmente la mucca, considerata sacra, senza utilizzarne la carcassa? Quale è il valore del vegetarianesimo? Questo volume documenta un aspetto poco noto dell’opera di Gandhi: la sua riflessione su temi che oggi possiamo definire di bioetica e di etica ambientale (con, tra le altre cose, una interessante presa di posizione sull’eutanasia). Suscitando le reazioni indignate di non pochi dei suoi lettori, che lo impegnano in una polemica dai toni spesso molto aspri, Gandhi afferma la necessità di far spazio all’ahimsa - il fondamentale principio dell’etica indiana che vieta ogni violenza nei confronti di qualsiasi essere vivente - accettando qualche inevitabile compromesso e facendo scelte a volte dolorose. Ne emerge un Gandhi concreto, dalle posizioni discutibili, in qualche caso contestabili, ma sempre oneste: non l’infallibile Mahatma, ma un uomo che, con gli strumenti della ragione e del dialogo, cerca insieme agli altri uomini di fare la cosa giusta.

M. K. Gandhi, La prova del fuoco. Nonviolenza e vita animale, a cura di Antonio Vigilante, Edizioni del Rosone, Foggia 2007, pp. 142, euro 13,00. E’ possibile acquistare il volume nel ->sito della casa editrice.

Pubblicato il 14-04- 2007 2:56 pm | Commenti (1) |
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Sabato alle diciotto nella sala della Biblioteca comunale di Manfredonia (Palazzo Celestini) c’è alta probabilità che presenti il libro di Rensi ->La religione. Spirito religioso, misticismo e ateismo (Sentieri Meridiani), curato da me. Se siete nei paraggi e non avete nulla di meglio da fare (come vi auguro), accorrete. (Intanto domattina vado a fare la figura dello ->stronzo all’ ->I.T.C Giannone di Foggia.)

Pubblicato il 29-03- 2007 3:46 pm | Commenti (4) |
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Tutti coloro che dimenticano il passato, saranno costretti a riviverlo, diceva Primo Levi. Una provocazione utile per raccontare l´ umano bisogno di comprendere i processi della storia. (more…)

Pubblicato il 12-01- 2007 8:59 am | Commenti (1) |
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Nella seguente intervista, rilasciata al quotidiano il meridiano ed uscita nel numero di oggi (senza firma per lo sciopero dei giornalisti), parlo del libro di Rensi e della collana editoriale.

“Ogni inizio contiene una magia”, scriveva Hermann Hesse. E certo c’è della magia in quell’inizio che è il primo volume di una nuova casa editrice. Sentieri Meridiani, casa editrice fondata a Foggia nello scorso mese di febbraio, è in questi giorni in libreria con il suo primo volume. Si tratta da La Religione. Spirito religioso, misticismo e ateismo, di Giuseppe Rensi, uscito nella collana “La Biblioteca di Sophia” diretta da Antonio Vigilante, giovane filosofo foggiano. Abbiamo chiesto a quest’ultimo, autore anche del lungo saggio introduttivo, come mai la scelta è caduta su quest’opera. (more…)

Pubblicato il 17-12- 2006 1:34 pm | Commenta questo post (0) |
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