Nonviolenze, Mercanzia

Tra i libri più recenti, merita una particolare attenzione il lavoro di Antonio Vigilante, che ho letto e riletto più volte, prima di scrivere queste poche righe, poiché la densità e ricchezza sia delle informazioni, spesso poco conosciute, relative alla figura di Gandhi, sia le argomentazioni proposte nei quattro capitoli di cui si compone il libro rendono quanto mai difficile una semplice presentazione. Occorre leggerlo integralmente, farne occasione di discussione, formazione e ricerca ulteriore.

In un altro contributo particolarmente brillante e originale, Antonio Vigilante, già noto per alcuni suoi importanti studi sulla nonviolenza, si cimenta su Compresenza e vacuità. Una lettura buddhista di Aldo Capitini. […] Le riflessioni svolte con grande perspicacia da Vigilante spaziano tra Oriente e Occidente, in un saggio densissimo di richiami ad autori diversi, da Michelstaedter e Panikkar a Thich Nhat Hanh e al filosofo giapponese Nishitani (e qui debbo confessare la mia ignoranza, che in questo caso si può dire in sintonia con l’insegnamento buddhista, per non averlo conosciuto prima di questa lettura). Questo confronto permette di far emergere alcune delle questioni più importanti del pensiero capitiniano, come ad esempio il suo rifiuto di una concezione religiosa, quale quella cristiana, basata sul giudizio, la condanna e la “separazione eterna tra i beati e i salvati” (p.58). E’ questa una condizione di esclusione e separazione lontana dall’idea di apertura all’altro e di conpresenza che caratterizzano il pensiero capitiniano e che Vigilante ci fa ritrovare nella filosofia di Nishitani. Una lettura affascinante che apre a nuove prospettive di ricerca e di spiritualità non vincolate a limiti spaziali e temporali.

Nel sito del Cento Studi “Sereno Regis” Nanni Salio recensisce autorevolmente il mio Il Dio di Gandhi e il mio contributo su Compresenza e vacuità nel volume collettivo Il pensiero e le opere di Aldo Capitini nella coscienza delle nuove generazioni.

Pubblicato il 02-12- 2010 1:29 pm | Commenta questo post (0) |
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Mercanzia, Anarchismo

Per i tipi della neonata casa editrice barese LiberAria è uscita una nuova edizione italiana della Morale anarchica di Kropotkin, tradotta e curata da me. Il libro può essere scaricato gratuitamente qui in versione pdf o acquistato in versione cartacea.
(Non per fare l’antipatico, ma l’unica altra edizione italiana, di Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa, ha interi passi non tradotti.)

Pubblicato il 26-11- 2010 8:11 pm | Commenti (7) |
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Nonviolenze, Mercanzia

E’ uscito il mio ultimo libro: La pedagogia di Gandhi. Con testi scelti, Edizioni del Rosone, Foggia, pp. 320, euro 19. Chi fosse interessato può acquistarlo qui. Quella che segue è la quarta di copertina.

La nonviolenza, manifestazione della forza e della grandezza dell’animo umano, è strettamente legata in Gandhi ad una pedagogia che ha il suo centro vivente nella ricerca rigorosa e senza compromessi della verità e del bene. La formazione prevalentemente intellettuale, che caratterizza le scuole pensate sul modello occidentale, ed il cui obiettivo è in fin dei conti la sistemazione lavorativa, è parziale ed insufficiente. Alle tre R (leggere, scrivere e far di conto) bisogna sostituire le tre H: cuore, mente, mano. Una educazione integrale forma la mente attraverso la mano, vale a dire il lavoro manuale, ma soprattutto si preoccupa della crescita morale e spirituale dell’individuo. Questo libro ricostruisce lo sviluppo del pensiero e della prassi pedagogica di Gandhi dagli anni di studio in Inghilterra fino alla conferenza di Wardha, con la quale presenta all’India il Nai Talim, uno schema di educazione popolare caratterizzato dalla centralità del lavoro manuale. In un’ottica di educazione comparata, vengono evidenziati gli aspetti della pedagogia gandhiana che possono contribuire alla riflessione sulla crisi attuale della scuola e dell’educazione, ma anche le contraddizioni ed i problemi di una concezione educativa che appare ancora segnata dall’aspirazione indiana alla liberazione dalla condizione fenomenica attraverso la rinuncia e l’ascesi. Completa il volume una raccolta di scritti gandhiani sull’educazione, appositamente scelti e tradotti.

Pubblicato il 22-07- 2010 4:08 pm | Commenti (4) |
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Mercanzia

L’Attacco di oggi.

* Qui.

Pubblicato il 30-01- 2010 3:22 pm | Commenti (5) |
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Mercanzia

    Potremmo definire Antonio Vigilante un poeta maledetto dei giorni nostri, consapevole della malattia dell’essere, in cui fin dalle sue origini già si cela la promessa di dissoluzione. […] Il pessimismo di Vigilante che sostituisce il binomio pirandelliano vita-forma con nome-forma sembra indicare una possibile soluzione seppure non positiva sempre meno negativa nella scelta di non uccidere la vita ma di lasciarla rotolare come la pietra che ci aveva indicato la via per cominciare il viaggio della conoscenza - non-conoscenza ( io sono!). Non resta a noi lettori di Rima Rerum che lasciarci affascinare dalla lucidità di una filisofica poesia che traduce bene, in uno stile altrettanto lucido, l’umiltà di un pensatore-poeta tesa a tutelare la dignitosa onestà di essere intellettuali, anche a costo di avere il vuoto intorno: meglio un vuoto pieno piuttosto che un pieno vuoto…

Antonietta Ursitti recensisce Rima Rerum.

Pubblicato il 06-11- 2009 5:08 pm | Commenti (2) |
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Mercanzia

E’ uscito il mio ultimo libro: Il Dio di Gandhi. Religione, etica e politica (Levante, Bari, pp. 292, euro 20). Chi fosse interessato può richiederlo in qualsiasi libreria o ordinarlo dal sito della casa editrice (la scheda del libro sarà presente tra qualche giorno). Di seguito la prima pagina della conclusione.

Beijing, piazza Tiananmen, 5 giugno 1989. Un ragazzo di cui mai si conoscerà il nome si piazza davanti ad una fila di carri armati. I carri si spostano e lui si sposta con loro. I carri si fermano, e il giovane sale su uno di essi e parla con i soldati. La foto che lo ritrae diventa una icona della speranza, ed il ragazzo anonimo nel 1989 viene inserito dalla rivista Time nella lista delle persone che più hanno influenzato il XX secolo.
16 marzo 2003, Rafah, striscia di Gaza. Rachel Corrie è americana, ha meno di venticinque anni. Fa parte dell’International Solidarity Movement. Crede nella nonviolenza. Il 16 marzo i bulldozer israeliani stanno demolendo case palestinesi nella striscia di Gaza. Rachel Corrie decide di difendere la casa di un suo amico, un medico palestinese. Ostacola l’avanzata di un bulldozer. Pensa che il bulldozer si fermerà. Pensa che a guidarlo è un uomo, e che un uomo non può non fermarsi davanti ad un altro essere umano inerme. Probabilmente ha in mente la foto del giovane cinese, e questo le infonde fiducia. Ma le cose non vanno come previsto. Il bulldozer non si ferma. Rachel Corrie viene schiacciata. Secondo alcuni testimoni, il bulldozer le è passato sopra una seconda volta facendo marcia indietro.
Anche nel caso di Rachel Corrie abbiamo testimonianze fotografiche. Dopo il fatto, fecero il giro del mondo, e sembravano contrastare in modo inequivocabile la versione dell’esercito israeliano. Oggi è difficile trovarle. Rachel Corrie non è finita in nessun elenco di persone influenti.
Tutta la vita di Gandhi è stata un insieme di esperimenti con la verità: non a caso Storia dei miei esperimenti con la verità è il titolo della sua autobiografia. Nonostante la fine tragica, l’esperimento gandhiano sembra riuscito. Un uomo inerme ha ottenuto la libertà per il suo popolo senza ricorrere alla violenza. Le cose probabilmente non sono andate proprio così, ma è indubbia l’efficacia storica e politica dell’azione di Gandhi. Anche l’esperimento del giovane anonimo di piazza Tiananmen sembra essere riuscito, pur se solo per il tempo necessario a scattare qualche fotografia. L’esperimento di Rachel Corrie è fallito tragicamente.
Che diremo, oggi, della forza della verità? Possiamo crederci? Possiamo ancora credere che la verità è più forte dell’errore, che il bene è destinato a vincere sul male, che la violenza può, anzi deve necessariamente essere vinta dalla nonviolenza?

Pubblicato il 26-10- 2009 6:22 pm | Commenti (4) |
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Mercanzia

    Ecco: rima rerum è un libro che innanzitutto fa anche di te che leggi una cosa o una parola in travaglio, spaccata, faticosa, difficile, ti costringe a reggere insieme all’autore la tensione delle cose e delle parole, a portartela dentro, a seguire un cammino scabro, aspro e doloroso che non ammette rettorica o tregue a buon mercato, e va fino in fondo und sonnst gar nicht (se tu ora non mi soccorri, / dandomi ancora un po’ del tuo dolore / sarà stato nulla, tutto meno di nulla) - e forse, giunti fino in fondo, dopo avere non perduto, ma gettato via il nome, il volto, la parola e i pronomi possessivi, ti conduce a raggiungere o a ritrovare l’apertura, gli asfodeli, e la terra di dentro.

Ipazia parla di Rima Rerum. Ed è bello, nel tempo che piega scarta irride, scoprirti ascoltato, compreso - detto.

Pubblicato il 24-10- 2009 5:05 pm | Commenti (3) |
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Mercanzia, Segnalazioni

La poetica di Vigilante, che può sembrare ad un primo, superficiale approccio, nichilistica rinuncia al senso, pur attraversando completamente la vacuità dell’apertura, si scopre cammino di ricerca, che riafferma la verità, l’Essere nella polisemia e nella complessità. La semplicità è tradimento, chiusura, negazione. La complessità è adesione fedele alla realtà, apertura, dialogo, cammino che si compie in compagnia dell’interlocutore, nel quale un senso incontra l’altro, se ne accosta pacatamente, comprendendo e sostenendo, ad un tempo, la vanità del tutto. Nulla è importante. E tutto è niente. Fino a che il niente non si faccia attesa di poter divenire tutto. Si scorgono, in questa accattivante ambivalenza di elementi, la logica e l’etica buddhista, che abituano il discepolo ad amare tutto senza tuttavia legarsi a nulla. Così le parole vengono adoperate, con semplicità…

Qui è possibile leggere un saggio di Antonietta Pistone su La poetica di Antonio Vigilante in Rima Rerum e Quartine.

Pubblicato il 11-07- 2009 11:08 am | Commenti (1) |
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Mercanzia

Il lavoro di Antonio Vigilante La realtà liberata, con il significativo sottotitolo Escatologia e nonviolenza in Capitini, è a mio avviso da segnalare come il tentativo più riuscito di attingere il pensiero di Capitini nel suo significato unitario, intanto con una esatta collocazione nel suo tempo, ma poi con il coglierne le suggestive anticipazioni e ricadute sulla sensibilità odierna. A Vigilante si deve anche uno studio di presentazione complessiva del pensiero nonviolento, che mostra il profondo legame del pensatore umbro con tutti gli altri esponenti della nonviolenza. Esso, con lo studio di Eligio Resta, di cui parlerò a breve, rappresenta l’analisi filosofica più approfondita del tema.

Mario Martini, Lo stato attuale degli studi capitiniani, in Rivista di Storia della Filosofia, 4/2008, p. 797.

Pubblicato il 15-03- 2009 8:25 pm | Commenti (1) |
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Mercanzia, Segnalazioni

Eppure un libro interessante, importante per certi versi, inedito nel panorama contemporaneo nella misura in cui sa equilibrare forza, aggressività, dolcezza, spessore umano.

Una seconda recensione di Alessandro Canzian - che ringrazio davvero per l’attenzione - su Whipart.

Pubblicato il 07-08- 2008 8:59 pm | Commenta questo post (0) |
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Mercanzia, Segnalazioni

Autore di non poco impegno intellettuale plasma il suo verso all’insegna della violenza insita nel varco delle parole. Nella Rima rerum. Violenza lessicale che in qualche modo non appartiene alla sostanza della parola bensì alla sua forma, che diviene in un certo modo maniera. È un costruire/ricostruire la realtà quasi a livello metafisico partendo dal varco dissolutorio delle cose, della realtà stessa. Dalla distruzione la ricostruzione in una sberla verbale che a una lettura appena appena più attenta non può che palesare il patema sottostante il verso.

Alessandro Canzian recensisce Rima Rerum.

Pubblicato il 04-08- 2008 7:43 am | Commenti (1) |
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Mercanzia

Che cosa vuol dire che le cose e le parole sono aperte? Vuol dire che non sono cose. E’ la fine del mondo, la sconfitta delle parole. La cosa sta al di là del mondo e al di là delle parole. Mondo e parola cadono, cedono alla provocazione che l’apertura delle cose rappresenta.

Nei prossimi giorni uscirà presso le Edizioni del Rosone di Foggia, nella collana gli apolidi, il mio secondo libro di poesia: Rima Rerum. Poiché, come chi legge questo blog saprà, non credo nel diritto d’autore, il libro è rilasciato con licenza copyleft. Il lettore può riprodurre e distribuire l’opera, purché non lo faccia a scopo di lucro, non la alteri e la attribuisca al suo autore. Per favorire la diffusione dell’opera, ho creato un sito nel quale è possibile scaricare il libro e, se lo si desidera, lasciare un commento. Chi vorrà, potrà richiedere il volume in libreria o acquistarlo nel sito delle Edizioni del Rosone al costo di cinque euro. Non prima di due settimane, però.

Pubblicato il 24-07- 2008 6:08 pm | Commenti (13) |
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Mercanzia

Pubblicato il 17-07- 2008 4:19 pm | Commenti (1) |
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Mercanzia, Segnalazioni, Libri, Anarchismo

Semina la vita intorno a te. Osserva che ingannare, mentire, intrigare, fare il furbo significa avvilirti, farti piccino, riconoscerti debole precocemente, fare come lo schiavo dell’harem che si sente inferiore al suo padrone. Fallo, se vuoi, ma sappi fin d’ora che l’umanità ti considererà piccolo, meschino, debole, e ti tratterà di conseguenza. Non percependo la tua forza, ti tratterà come un essere che merita compassione – null’altro che compassione. Non prendertela con l’umanità, se sei tu stesso a paralizzare la tua forza d’azione.
Sii forte, invece. E ogni volta che vedrai una ingiustizia o l’avrai commessa – una iniquità nella vita, una menzogna nella scienza, o una sofferenza imposta dall’altro – rivoltati contro l’iniquità, la menzogna e l’ingiustizia. Lotta! Più sarà intensa la lotta e più sarà intensa la vita. E allora avrai vissuto, e per un’ora di questa vita non darai anni di vegetazione nella putredine d’un pantano.
Lotta per permettere a tutti di vivere questa vita ricca e straripante, e sarai certo di trovare in questa lotta delle gioie così grandi, che non ne troverai di simili in nessun’altra attività.
Questo è tutto ciò che può dirti la scienza morale. A te scegliere.

Trovando non del tutto affidabile l’edizione curata da Ursula Bedogni per Nuovi Equilibri, mi sono permesso di fare una nuova traduzione de La morale anarchica di Petr Kropotkin, con un saggio introduttivo. E’ pubblicata in formato elettronico dalle edizioni dsmgtlfpqxz e può essere scaricata liberamente. Chi desiderasse la versione cartacea può acquistarla nel sito Lulu.com al costo di cinque euro e ottantuno centesimi.

Pubblicato il 23-02- 2008 11:48 pm | Commenta questo post (0) |
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Mercanzia

Tophet

E’ in vendita nelle edicole e (credo) nelle librerie di Foggia (compresa la Libreria della Plebe, via Mario Pagano 38) il foglio libertario Tophet. Visioni dal fondo. Il primo numero è venduto al prezzo promozionale di un euro. Dal secondo in poi, costerà cinquanta centesimi.

Pubblicato il 08-06- 2007 8:16 am | Commenta questo post (0) |
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