Sinistra, Alterius spectare laborem

Adriano Sofri ha scritto dei versi su Rosarno, e diversi attori li hanno letti. Non so dire se siano belli o brutti, i versi di Sofri. La poesia civile è cosa difficile, che raramente riesce - non a Pasolini e nemmeno a Dolci, forse -, ma non è questo il punto. Il punto è il diritto. Poiché esiste un diritto alla parola, come ad ogni altra cosa. Esistono parole di contrabbando, come esistono lavori, amori, vite di contrabbando. Esistono parole del giorno prima e parole del giorno dopo. Esistono parole che dicono cose e parole che dicono colui che parla. Esistono parole che assolvono colui che condanna: ma è, a volte, un’assoluzione senza processo, senza diritto. Senza giustizia.
Quella di Rosarno è una tragedia nazionale. Una tragedia annunciata, come si dice. Tutti sanno che in Italia c’è quella schiavitù. Nessuno è disposto ad andare fino in fondo, e ciò per una ragione semplice: senza quella schiavitù tutta l’agricoltura meridionale (e forse italiana) diventerebbe di colpo semplicemente impossibile. La schiavitù fa corpo con le mafie e con le truffe all’Inps. Questo lo sanno i politici, quelli locali e quelli nazionali, lo sanno i sindacalisti, lo sanno i giornalisti. E lo sanno gli intellettuali di sinistra. I quali ultimi, che io sappia, non hanno perso il sonno per questa cosa. Non hanno esercitato le penne e le tastiere dei computer, non hanno dato voce all’indignazione, non si sono fermati. Non voglio generalizzare: c’è Gatti, c’è Rovelli. C’è chi documenta, chi denuncia, chi parla il giorno prima. Ma le parole del giorno prima della sinistra italiana non sono state sufficienti, evidentemente. Non hanno cambiato nulla, non hanno suscitato una indignazione corale, condivisa, non hanno costretto lo sguardo sulla piaga aperta e sanguinante. E le altre, quelle del giorno dopo, appaiono come un significante il cui significato sembra essere: ecco, noialtri (noi che scriviamo, noi che leggiamo, noi che ci emozioniamo indigniamo intristiamo ascoltando) noialtri non siamo come voi, noialtri vediamo denunciamo soffriamo, noialtri siamo diversi - i nostri figli no, non volgeranno il viso da noi.

Pubblicato il 13-01- 2010 6:34 am | Commenta questo post (0) |
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Sinistra

Su Il Fatto Quotidiano di oggi è possibile leggere un esempio da manuale di quello che i logici chiamano argumentum ad hominem, che consiste nel mostrare la presunta contraddizione tra le affermazioni dell’avversario e qualche suo comportamento. Come esemplifica efficacemente Schopenhauer ne L’arte di ottenere ragione (stratagemma n. 16), se qualcuno difende il suicidio, gli si obietta: “Perché non ti impicchi?”. Nella conclusione di un articolo commemorativo di Norman Borlaug, il padre della rivoluzione verde, Antonio Pascale scrive: “Ci tocca assistere a quelli che contestano gli erbicidi e rimpiangono i tempi, quando tutto era più naturale, ma non si candidano mai a fare la mondina”. Proviamo ad estendere la logica. Non solo non potete chiedere una mela biologica se non l’avete seminata, coltivata e raccolta voi, ma dovete scordarvi di protestare contro gli interventi militari se non siete disposti ad andare sui luoghi del conflitto a fare da intermediatori nonviolenti (il direttore d’una rivista su cui scrivevo ai tempi della guerra nella ex-Jugoslavia attaccò i pacifisti pantofolai che guardano la guerra alla tv, come se quelli favorevoli alla guerra fossero tutti al fronte), o di protestare contro certa stampa se non sapete farvi il vostro giornalino di quartiere o almeno un blog di informazione alternativa. (more…)

Pubblicato il 09-10- 2009 6:25 pm | Commenti (3) |
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Sinistra

Non sono tra i fortunati “intellettuali” che hanno ricevuto via e-mail l’appello di Domenico Losurdo e Gianni Vattimo “in difesa della Cina”. In compenso ho potuto ascoltare ieri sera al Tg2 Vattimo. Diceva che il Tibet era una teocrazia e che i cinesi hanno portato un po’ di modernità. Cose così. L’anticipazione fa passare la voglia di leggere il resto. Un esempio delle solide argomentazioni di questi due è nel blog di Losurdo. Pubblica una foto che ritrae un ragazzo con una maglietta con la svastica a quella che è presumibilmente una manifestazione pro-Tibet. (more…)

Pubblicato il 11-04- 2008 4:43 pm | Commenti (8) |
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Nonviolenze, Sinistra, Alterius spectare laborem


Questa mattina l’autista dell’autobus era nervoso. Prima della partenza si alza di scatto e va verso il fondo dell’autobus, che è occupato da una famiglia rom. Quasi sempre il fondo degli autobus è occupato da persone rom o extracomunitarie. E’ una sorta di segregazione spontanea, pacifica. Urla loro addosso che se vogliono viaggiare devono pagare il biglietto. Regolare. Una donna protesta, lui insiste, poi torna al suo posto e parte. Dopo due minuti la discussione riprende. Ferma l’autobus, torna a urlare, minaccia di chiamare i carabinieri. Quando la donna gli dice che è un bastardo minaccia di picchiarla.
Nella parte anteriore dell’autobus i passeggeri commentano. Non se ne può più di questi zingari, è sempre la stessa storia… Nessuno nota che è insolito che sia l’autista, e non il controllore, a verificare il possesso del biglietto. E nessuno nota l’indebita generalizzazione, per cui il comportamento di una sola famiglia diventa cifra di una intera etnia. Eppure l’autobus a quell’ora è occupato quasi interamente da docenti.
Walter Veltroni, l’uomo che si candida a guidare questo paese nei prossimi anni, ha fatto di meglio. Commentando un episodio di cronaca, -> ha detto: “Prima dell’ingresso della Romania nell’Unione europea, Roma era la città più sicura del mondo”. Singolare dichiarazione. Non è frequente che un uomo politico importante di un paese sostenga che gli uomini di un altro paese sono dei delinquenti. In Italia ci sono 556 mila romeni. I casi di cronaca che riguardano i romeni, e che finiscono sempre in prima pagina, sono poche decine. Anche qui abbiamo una indebita generalizzazione . Chi compie un reato non è più portatore di una colpa individuale. Getta un’ombra su tutta la sua etnia, autorizza a insultare pubblicamente un intero paese. Nel caso specifico, a denunciare il crimine ed a consentire l’arresto del colpevole è stata una donna nomade rumena, vale a dire una donna della stessa etnia del colpevole. Ma questo è un particolare di poco conto. Quel che conta è che un nomade rumeno ha fatto una brutta cosa. Preso dall’indignazione del giusto, Veltroni giunge a minacciare la Romania. Se vogliono stare in Europa, devono smetterla di mandarci i romeni. Di mandarci i delinquenti, cioè. (more…)

Pubblicato il 31-10- 2007 10:19 pm | Commenti (13) |
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Nonviolenze, Sinistra

Il mio minimo contributo a ->questa discussione.

Non sono sicuro di avere il diritto di dire la mia. “Per la Sinistra” è un progetto per coloro “che si definiscono di Sinistra”. Io non mi definisco quasi più di sinistra: e quando mi capita, lo faccio con qualche imbarazzo. Non userei comunque la maiuscola. Forse un buon punto d’inizio può essere la distinzione tra la Sinistra e la sinistra. La prima è, diciamo, quella dei partiti. La Sinistra che governa o aspira a governare questo paese. L’altra sinistra - quella con la minuscola - cos’è? Dov’é? Esiste? E’ esistita ed esiste, ma appunto come una cosa piccola, facile da trascurare e dimenticare. La Sinistra è cosa per professionisti. Così parla per bocca di Massimo D’Alema: “Io non conosco questa cosa, questa politica, che viene fatta dai cittadini e non dalla politica. La politica è un ramo specialistico delle professioni intellettuali” (citato in S. Rizzo - G. A. Stella, La Casta, Rizzoli, Milano 2007, p. 16). Naturalmente non è la posizione del solo D’Alema. E’ una posizione condivisa da tutta la classe politica italiana di Sinistra. E’ una posizione che mi piace definire “sacerdotale”, perché separa il comune cittadino dal politico allo stesso modo in cui la Chiesa cattolica distingue il semplice fedele dal sacerdote, che è l’esperto delle cose dello spirito.
A me la Sinistra non interessa. Quello che hanno fatto i partiti in Italia lo sappiamo fin troppo bene. Il libro di Rizzo e Stella, che ho citato poco fa, è un documento a tratti esasperante su ciò che è oggi in Italia la classe politica, senza che vi siano troppe differenze tra i comportamenti dei politici dell’uno e dell’altro schieramento. A me interessa quella “cosa”, quella politica che Massimo D’Alema non conosce. (more…)

Pubblicato il 08-07- 2007 8:37 am | Commenti (4) |
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Sinistra

Pietro Folena si candida a sindaco di Mattinata, e crea un blog per discutere con gli elettori. Sabato ho lasciato un commento; poi sono partito per Perugia e non ho potuto seguire la discussione. Al ritorno, trovo questo scambio interessantissimo tra Folena e Ludò (che chi legge questo blog conosce e apprezza).

Folena:
Caro Antonio, io ho detto anche che sarò il sindaco di Mattinata anche quando sarò a Roma, incontrando le persone che possono risolvere i problemi di questo paese (soprattutto perché, tra un anno, quando vinceremo le elezioni nazionali, i ministri e sottosegretari saranno tutti miei amici e colleghi del centrosinistra).
Immagina: le regioni hanno tutte un ufficio a Roma per mantenere i rapporti col governo. E i presidenti di regione vanno spesso a Roma. Mattinata sarà uno dei pochi comuni ad avere un ufficio a Roma! E per di più a costo zero :-) *
E poi non preoccuparti perché sarò in città molto, ma molto più tempo di quanto immagini. (more…)

Pubblicato il 23-03- 2005 4:22 pm | Commenta questo post (0) |
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