minimo karma      chymische hochzeit etc.

Tophet

Più vicini alla gente, per conoscerne meglio i bisogni della popolazione, per aumentarne la fiducia e insieme migliorare la qualità della vita. Sono questi i principali obiettivi della Polizia di prossimità: una Polizia legata al territorio, responsabilizzata, in grado d’intervenire su numerosi problemi e aperta alla collaborazione con altre istituzioni.

Dal sito della Polizia di Stato.
(La foto è stata fatta a Foggia, via Bari. Questo pomeriggio.)

Pubblicato il 12-04- 2008 8:15 pm | Commenti (17) |
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Sonetti, Tophet

Ti aspetti un Rocky, un Rambo, un mascellone
pettoruto ed invece pian pianino
ti trotterella avanti quest’omino
e dice: sono Carmine Stallone.

Sembra un pischello che ha perso il pallone
uno cui hanno fregato il panino:
ha l’aspetto sconfitto d’un fantino
caduto malamente dall’arcione.

“Ah, l’orco comunista m’ha mangiato
come faceva un tempo coi mininni”
singhiozza, deplorando la sua sorte.

Dalla terra una voce tuona forte:
“ha già sfidato abbastanza le Erinni,
se lo riprenda chi ce l’ha mandato”.

Nota per i non foggiani. Carmine Stallone è il presidente dimissonario della Provincia di Foggia. Alla fine dell’ultima riunione del Consiglio provinciale ha dichiarato: “Prima i comunisti mangiavano i bambini, ora si limitano ai presidenti”.

Pubblicato il 16-03- 2008 1:13 pm | Commenta questo post (0) |
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Tophet

E’ in distribuzione gratuita il numero 6 del foglio libertario Tophet. Visioni dal fondo. Lo trovate nelle seguenti edicole di Foggia:

  • Edicola Montanari, piazza Oberdan (di fronte alla libreria Dante)
  • Edicolè, Piazza del Lago
  • Edicola di piazza Giordano
  • Edicola di via Lussemburgo (vicino alla chiesa dell’Annunciazione).

E’ anche possibile scaricarlo dal sito di Tophet.

Pubblicato il 15-03- 2008 9:22 pm | Commenta questo post (0) |
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Tophet

Il magnifico rettore dell’università di Foggia, Antonio Muscio, è un uomo di sani princìpi e di fermi valori. Valori d’altri tempi. Dio, Patria, Famiglia. La Famiglia, soprattutto. Potete immaginare lo strazio di quest’uomo al lavoro. Come può un uomo che ha il valore della Famiglia staccarsi dai suoi cari per diverse ore al giorno? Non può, non può. Un uomo di sani princìpi e di fermi valori non si stacca dalla famiglia nemmeno per un momento. La Famiglia se la porta al lavoro - e non sotto forma di fotografie da tenere sulla scrivania. Il rettore Muscio porta con sé al lavoro la moglie. E la figlia. E la cognata della figlia. E il genero. E il nipote. Ora quelli di Repubblica* lo stigmatizzano per questo. Usano per una cosa così tenera l’orrenda parola nepotismo. Come se ci fosse del losco, del marcio nel volere intorno a sé i propri cari.
Il rettore Muscio - uomo di sani princìpi e di fermi valori - ha un solo difetto, in realtà. E’ brutto. (more…)

Pubblicato il 31-01- 2008 12:15 am | Commenti (2) |
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Tophet

E’ uscito il numero 5 del foglio libertario Tophet. Visioni dal fondo. A partire dai prossimi giorni sarà offerto gratuitamente ai miei ansiosi concittadini nei seguenti punti:

  • Edicola Montanari, piazza Oberdan (di fronte alla libreria Dante)
  • Edicola di via Lussemburgo (vicino alla chiesa dell’Annunciazione)
  • Libreria della Plebe, c/o il laboratorio politico Jacob, via Mario Pagano 38
  • Università degli Studi, Palazzo Ateneo (nell’atrio)
  • Punto Einaudi, via Piave 56
Pubblicato il 10-01- 2008 5:39 pm | Commenti (1) |
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Tophet

E’ uscito il numero quattro di Tophet. A partire da questo numero l’umillimo foglio libertario sarà distribuito gratuitamente. Una manciata di copie la trovate già all’edicola Montanari di Piazza Oberdan. Nei prossimi giorni porterò altre copie alla Libreria della Plebe (via Mario Pagano, presso il laboratorio politico Jacob), all’Università (nell’atrio di Palazzo Ateneo) e da qualche altra parte.

Pubblicato il 13-12- 2007 11:54 pm | Commenti (3) |
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Tophet

Ho aperto la finestra. Ho visto. Nella piazza si ammassava la gente – non credea che tanti la città ne avesse disfatti – ed alcuni avevano le mani protese e chiedevano, parlavano e chiedevano, ed altri avevano le mani protese e donavano, ridevano e donavano, ed alcuni in un angolo guardavano attenti e non ridevano, ma sputavano e bestemmiavano, e su tutti volteggiavano i corvi, sereni e saggi, e cadeva una pioggia cattiva, e quando la pioggia cessò suonarono le campane e dai containers uscirono quelli che non avevano le mani per chiedere e le bocche per sorridere – o per parlare – e cominciarono a sfilare silenziosi sotto il cielo che si apriva ad illuminare la loro miseria, e…

E’ on-line il ->nuovo sito di Tophet. Visioni dal fondo. Dal prossimo numero (che è in stampa) il foglio sarà distribuito gratuitamente.

Pubblicato il 09-12- 2007 2:12 pm | Commenta questo post (0) |
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Diario antitaliano, Tophet, Televisione

“Ormai sembrava che tutto non avesse più un senso, che non potessero resistere un minuto di più, ma è proprio nei momenti di buio più profondo che per la famiglia Diurno il sole è tornato a scaldare i loro cuori.” Così la giornalista commossa annuncia dagli schermi di Teleradioerre il piccolo miracolo. Prima c’era il buio, ora c’è la luce. Prima il pianto, ora il sorriso. Il buio è quello del crollo di via delle Frasche, una delle tragedie recenti della nostra città. La luce è quella della televisione – della trasmissione Il treno dei desideri, per la precisione. Trasmissione che realizzerà il sogno di allargare la casa della famiglia Diurno, in modo da star comodi. Tutto gratis, gli operai della trasmissione finiscono i lavori in tempi rapidissimi, ed anche l’autorizzazione del Comune – che tardava, al punto da togliere speranza e sorriso alla famiglia Diurno – è concessa senza indugi. Alla televisione, si sa, non è possibile dire di no.

Completamente gratis, a dire il vero, non è, la casa allargata. In cambio la famiglia Diurno dovrà dare qualcosa. Dovrà dare spettacolo di sé.
Non dubito un solo istante che la realizzazione di un desiderio abbia donato alla famiglia autentica gioia ed autentica commozione. Ora, quella gioia e quella commozione dovranno essere comunicate a milioni di persone, dovranno essere una gioia ed una commozione convincenti, contagiosi. Spettacolari. La macchina dello spettacolo verrà incontro per rendere tutto più facile. Si realizzerà una ricostruzione della tragedia. Si insisterà sulla sofferenza, per preparare gli animi al lieto fine. (more…)

Pubblicato il 25-11- 2007 11:54 am | Commenti (2) |
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Tophet, Alterius spectare laborem

La protagonista della storia che sto per raccontare non ha un nome. Di questi tempi, in questo paese, avere un nome è un privilegio che non a tutti è concesso. Come la cittadinanza, il nome è la pelle che fa di qualcuno un essere umano, da riconoscere e rispettare come tale, nei cui confronti è lecito esercitare violenza solo nei casi previsti dalla legge. Senza la pelle del nome e della cittadinanza, non si è nemmeno esseri umani. Si è insieme raccapricciante di muscoli e grasso, di nervi e tendini; si è pre-umani, pre-civili; si è qualcosa di intermedio tra l’animale e l’uomo.
Senzanome ha sedici anni. Forse è una bambina, forse è una donna. Non è dato saperlo. A sedici anni si può essere ancora bimbe o già donne. Senzanome aspetta un bambino, ma questo non vuol dire nulla. Si può essere mamme bambine, a sedici anni: mettere al mondo un figlio che è un po’ figlio e un po’ bambolotto con cui giocare.
Senzanome è romena, e questo in Italia, oggi, vuol dire molto. Senzanome è povera, e questo oggi, in Italia, vuol dire ancora più che essere romena. Senzanome è senza nome perché romena e povera.
Senzanome ha accanto un uomo, presumibilmente il padre del bambino che sta aspettando. Con lui, arriva in un piccolo centro agricolo della Capitanata. Si chiama Orta Nova, il posto. Chissà come suona pronunciato da un romeno. Sbagliano sempre i nomi dei nostri luoghi, questi extracomunitari, ed è forse anche per questo che ci stanno poco simpatici. Con il suo uomo Senzanome cerca lavoro nelle campagne di Orta Nova. Cerca lavoro come bracciante. Sa bene cosa l’aspetta. Sa che il lavoro è duro, sa che la paga è misera. Sa di non avere diritti, di dover lavorare a testa bassa, in silenzio. Ma quello che accade è al di là delle sue peggiori previsioni. (more…)

Pubblicato il 16-11- 2007 7:51 pm | Commenti (5) |
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Tophet

E’ uscito il numero 3 del foglio libertario Tophet. Visioni dal fondo, diretto da me. L’articolo di apertura è dedicato a “Padre Pio e l’eccidio di San Giovanni Rotondo”. Chi è interessato può trovarlo a cinquanta centesimi nelle edicole di Foggia, in particolare all’edicola Montanari (di fronte alla Libreria Dante).

Pubblicato il 07-10- 2007 8:46 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet

Cos’è una pietra, non lo sai. Sei un uomo, appartieni ad un altro grado dell’essere, ad una diversa declinazione del reale. La dici inerte, inanimata, immobile. La carichi di negatività, prendi le distanze da lei. Eppure tu sei homo faber. Che saresti, senza la pietra? Dove avresti inciso le tue prime parole? A quale materia avresti consegnato gli esiti della tua ricerca inquieta della bellezza? In che modo avresti lasciato le tracce del tuo incerto, sofferto procedere sulla terra, nella storia? C’è tra te e la pietra un rapporto essenziale, vitale: la pietra è fatta di te, tu sei fatto di pietra. Thich Nhat Hanh parlerebbe dell’interessere che coinvolge te e la pietra.
Ma tu sei disattento. Preso dalle cose vive, trascuri la pietra. E la pietra grida, si lamenta. Poi sussurra. Poi tace.
Un tempo sacerdoti di un culto dimenticato si preoccupavano di non far spegnere il fuoco sacro. Altri sacerdoti occorrono oggi. Sacerdoti che non facciano tacere la pietra. Che tengano desto il grido, il lamento, il sussurro delle pietre. Perché quando la parola della pietra si spegne, è una parte di te che tace. E’ l’umanità – quell’altra cosa strana da capire, di cui fai parte e che fa parte di te – che si ritrae. Che si riduce. Che viene mutilata. Ferita.
Le pietre di Càlena stanno per tacere. Hanno gridato, si sono lamentate, hanno sussurrato. Sussurrano ancora, ma è un sussurro che si sta spegnendo. Presto subentrerà il silenzio.
Lo stato attuale dell’abbazia è così descritto in una comunicazione del 16 settembre del Centro Studi Martella di Peschici al Soprintendente Ruggero Martines : “L’antica abbazia, lo abbiamo verificato l´8 settembre 2007 unico giorno dell’anno in cui è aperta al pubblico per la festa della Madonna di Càlena, sta cadendo proprio a pezzi. E’ sempre più soggetta a vandalismi e a furti: lo stemma del portale del lato sud, chiuso e interrato, mostra segni abrasivi sui simboli dei Canonici Lateranensi; è appena sparito, nella chiesa nuova, quella con la campata principale en plein air, il lastrone di pietra che chiudeva l’ipogeo della cripta. Se non si agirà nel più breve tempo possibile, la copertura lignea dell’abside crollerà (una trave di legno è in bilico); il campanile a vela, che ospita un prezioso bassorilievo di Madonna orante risalente al 1393 è completamente ricoperto da vegetazione invasiva e sta letteralmente sgretolandosi. La ‘chiesa antica’, risalente all´XI secolo, segnalata da Emile Bertaux all´inizio del Novecento per una rarissima tipologia di cupole in asse, divisa in due ambienti separati, continua ad ‘ospitare’ attrezzi agricoli.”
Non è di Càlena che parla questa comunicazione. Non solo. Parla di noi. La martoriata abbazia di Càlena è una immagine di quello che siamo diventati. Di come stiamo cadendo a pezzi.

Pubblicato il 16-09- 2007 5:36 pm | Commenti (1) |
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Tophet

E’ in uscita il secondo numero di Tophet. Visioni dal fondo, foglio libertario diretto dal sottoscritto. Lo trovate nelle edicole di Foggia al costo di cinquanta centesimi: in particolare all’edicola Montanari, in piazza Oberdan (di fronte alla Libreria Dante).

Pubblicato il 19-07- 2007 12:07 pm | Commenti (6) |
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Diario, Foto, Diario antitaliano, Tophet

Questa foto è un documento di qualche importanza: dimostra che non è affatto vero che a Foggia la gente va in giro sugli scooter senza casco.

Pubblicato il 9:53 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet, Mores

Deve aver pensato molto, Tito Salatto (nella foto), assessore alla cultura di Foggia, in questo torrido inizio d’estate foggiana. Deve aver pensato a Venezia, immagino. Al sindaco di Venezia, per la precisione. Il quale, oltre ad essere un bell’uomo, è uno che scrive volumoni di cinquecento pagine e che interviene sulle più prestigiose riviste italiane e internazionali. Perché lui sì e io no?, deve essersi chiesto Tito Salatto. Che mi manca?, avrà pensato. A questo punto, ecco, qualcuno dei consiglieri - perché Salatto ha dei consiglieri - avrebbe dovuto spiegargli che, anche se ha molti più soldi d’un Cacciari, ci sono molte cose che gli mancano. Avrebbero dovuto fargli capire con garbo, ma anche con chiarezza, che lui sta a Cacciari come Foggia sta a Venezia; o, per essere più espliciti, come il Pataffio sta a piazza san Marco. Ahumé, i consiglieri hanno taciuto. E’ probabile anzi che lo abbiano incoraggiato. Te li vedi lì, entusiasticamente servili: Ma certo, Dottore, cosa avrà mai questo Cacciari che lei non ha? Ed ecco che nella mente del Dottore prende forma il progetto. Che consiste in questo: convocare a Foggia qualche intellettuale di fama - i matematici Odifreddi e Israel, il giornalista Galli della Loggia, il teatrante Moni Ovadia ed il giornalista Oliviero Beha - a discutere di scienza, arte e spettacolo, ed approfittare dell’0ccasione per dare alla popolazione ed agli ospiti stupefatti un bel saggio della propria profonda visione filosofica su problemi tanto gravi. (more…)

Pubblicato il 01-07- 2007 10:48 am | Commenti (8) |
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Tophet

-> Questa lista è già vecchia e bisogna aggiornarla. In mattinata è stato ritrovato in un vascone per irrigazione nella campagna di Cerignola il cadavere di una ragazza rumena di ventisette anni, Claudia Ioana Pop. Mi chiederai che ci faceva in quel vascone, questa benedetta ragazza. O che ci faceva lo slovacco annegato due anni fa. Semplice: si lavavano. Perché nelle masserie diroccate nelle quali vivono non c’è acqua. (Al bar Chianghet: “Peppì, hai sentito, anche i rumeni si lavano”. “Sì, ma solo quando piscia la gallina”. Risate, eccetera.) Il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, s’è detto dispiaciuto. Ha aggiunto che presto gliela porteranno, un po’ d’acqua agli immigrati. Ci avesse pensato prima, Claudia sarebbe forse ancora viva. Ma è bello comunque che ci abbia pensato.

Pubblicato il 07-06- 2007 8:52 pm | Commenta questo post (0) |
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