minimo karma    retomar o pedaço que falta

Tophet

E’ in uscita il secondo numero di Tophet. Visioni dal fondo, foglio libertario diretto dal sottoscritto. Lo trovate nelle edicole di Foggia al costo di cinquanta centesimi: in particolare all’edicola Montanari, in piazza Oberdan (di fronte alla Libreria Dante).

Pubblicato il 19-07- 2007 12:07 pm | Commenti (6) |
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Diario, Foto, Diario antitaliano, Tophet

Questa foto è un documento di qualche importanza: dimostra che non è affatto vero che a Foggia la gente va in giro sugli scooter senza casco.

Pubblicato il 9:53 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet, Mores

Deve aver pensato molto, Tito Salatto (nella foto), assessore alla cultura di Foggia, in questo torrido inizio d’estate foggiana. Deve aver pensato a Venezia, immagino. Al sindaco di Venezia, per la precisione. Il quale, oltre ad essere un bell’uomo, è uno che scrive volumoni di cinquecento pagine e che interviene sulle più prestigiose riviste italiane e internazionali. Perché lui sì e io no?, deve essersi chiesto Tito Salatto. Che mi manca?, avrà pensato. A questo punto, ecco, qualcuno dei consiglieri - perché Salatto ha dei consiglieri - avrebbe dovuto spiegargli che, anche se ha molti più soldi d’un Cacciari, ci sono molte cose che gli mancano. Avrebbero dovuto fargli capire con garbo, ma anche con chiarezza, che lui sta a Cacciari come Foggia sta a Venezia; o, per essere più espliciti, come il Pataffio sta a piazza san Marco. Ahumé, i consiglieri hanno taciuto. E’ probabile anzi che lo abbiano incoraggiato. Te li vedi lì, entusiasticamente servili: Ma certo, Dottore, cosa avrà mai questo Cacciari che lei non ha? Ed ecco che nella mente del Dottore prende forma il progetto. Che consiste in questo: convocare a Foggia qualche intellettuale di fama - i matematici Odifreddi e Israel, il giornalista Galli della Loggia, il teatrante Moni Ovadia ed il giornalista Oliviero Beha - a discutere di scienza, arte e spettacolo, ed approfittare dell’0ccasione per dare alla popolazione ed agli ospiti stupefatti un bel saggio della propria profonda visione filosofica su problemi tanto gravi. (more…)

Pubblicato il 01-07- 2007 10:48 am | Commenti (8) |
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Tophet

-> Questa lista è già vecchia e bisogna aggiornarla. In mattinata è stato ritrovato in un vascone per irrigazione nella campagna di Cerignola il cadavere di una ragazza rumena di ventisette anni, Claudia Ioana Pop. Mi chiederai che ci faceva in quel vascone, questa benedetta ragazza. O che ci faceva lo slovacco annegato due anni fa. Semplice: si lavavano. Perché nelle masserie diroccate nelle quali vivono non c’è acqua. (Al bar Chianghet: “Peppì, hai sentito, anche i rumeni si lavano”. “Sì, ma solo quando piscia la gallina”. Risate, eccetera.) Il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, s’è detto dispiaciuto. Ha aggiunto che presto gliela porteranno, un po’ d’acqua agli immigrati. Ci avesse pensato prima, Claudia sarebbe forse ancora viva. Ma è bello comunque che ci abbia pensato.

Pubblicato il 07-06- 2007 8:52 pm | Commenta questo post (0) |
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Tophet

V’è, dice Heidegger, una domanda delle domande, una domanda grande quanto una casa, che quando ci pensi ti gira la testa. Lui la chiama “domanda metafisica fondamentale”, e la formula così: perché, in generale, esiste l’essere e non piuttosto il nulla? Formulata con il linguaggio di quel profondo metafisico che è mio zio Turill, la domanda suona così: che cazzo stiamo a fare sulla faccia della terra? La domanda, l’ho detto, non è di quelle che consentano risposte risolutive. Heidegger non se la cava granché bene, e nemmeno mio zio Turill. Eppure c’è chi ha la risposta pronta. “Dio ha fatto il mondo, e perciò stiamo qui”, ti dice con un sorriso di soddisfazione una Concettina qualsiasi. Tu resti un po’ interdetto, ti senti fesso per non averci pensato prima, ma presto ti insospettisci: può mai essere che siano fessi anche Heidegger e zio Turill? E allora ci pensi un po’, e dopo qualche minuto l’hai tu, il sorriso di soddisfazione. “E chi ha creato Dio?”, chiedi a Concettina. Concettina tace. Le fa male la testa. (more…)

Pubblicato il 03-06- 2007 9:07 am | Commenti (13) |
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Tophet

Egregio direttore,

nel numero uscito in edicola a ridosso del 25 aprile, festa della Liberazione, “Il Provinciale” ha voluto commemorare con un articolo di Luigi Iacomino quello che definisce “un eroe scomodo”: il tenente colonnello Fernando Tanucci Nannini. Il quale, si apprende, “nel 1936 chiese e ottenne di partire per la Spagna dove, inquadrato nelle truppe dei volontari italiani dell’Esercito del Tercio posto agli ordini del Generale Francisco Franco, rimase fino al 1939 data in cui rientrò in Italia”. Bravo, bella impresa. La Spagna aveva un gran bisogno di uomini come lui. Tornato in Italia questo eroe scomodo si mise ad addestrare e comandare il Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti, che poi diventò, grazie a lui, il Reggimento Giovani Fascisti. A capo di questi esaltati con il fez nero Tanucci “si coprì di gloria nella battaglia di Bir El Gobi”. Grandioso. La Libia aveva un gran bisogno di uomini come lui. (more…)

Pubblicato il 06-05- 2007 10:36 am | Commenti (9) |
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Tophet

Feodor: Rumeno di 39 anni morto per il ribaltamento di un trattore nelle campagne di Cerignola, il 16 aprile 2007. Lavorava in nero.
Senza nome: Rumeno di 37 anni investito e ucciso da un pirata della strada a Stornarella l’11 marzo 2007.
Senza nome: Rumeno di 44 anni investito a bordo della sua bicicletta nei pressi di Carapelle il 15 aprile 2007.
Senza nome: Due extracomunitari investiti e uccisi da un pirata della strada nei pressi di Lesina, il 25 gennaio 2007.
Senza nome: Bimbo polacco schiacciato da un cancello tra Stornara e Stornarella, il 25 novembre 2006.
Senza nome: Immigrato (di dove?) investito e ucciso sulla sua bicicletta da un’auto pirata alla periferia di Foggia il 10 settembre 2006.
Senza nome: Rumeno morto presso l’abbazia di Pulsano per cause sconosciute. Si ipotizza che lo abbiano ucciso i farmaci che gli sono stati prescritti. Il cadavere è stato ritrovato il 26 agosto 2006.
Senza nome: Polacca di 48 anni investita e uccisa presso Orta Nova il 26 luglio 2006.
Senza nome: Immigrato dell’Est (di dove?) ucciso da un Tir sulla tangenziale di Foggia, il 9 marzo 2006
Senza nome: Polacco di 44 anni, trovato cadavere alla periferia di Foggia il 2 febbraio 2006. Morto di freddo.
Senza nome: Immigrato dell’Est (rumeno?) investito e ucciso sul suo motorino presso Borgo Mezzanone il 10 dicembre 2005.
Senza nome: Uomo di 40-45 anni, non si sa se italiano o straniero, morto di freddo nella villa comunale di Foggia il 7 novembre 2005.
Dariusz Olszewski: Cittadino polacco di 23 anni morto a Cerignola per cause ignote, il 19 aprile del 2005. Il 19 aprile 2007, due anni dopo, la sua salma è stata riesumata su richiesta del pm della DDA di Bari, Lorenzo Lerario. Si sospetta che la morte rientri nel quadro di riduzione in schiavitù di extracomunitari, soprattutto polacchi, scoperta nell’estate del 2006.
Senza nome: Immigrato dell’Est (di dove?) di circa cinquant’anni, ucciso da qualcosa che sporgeva da un treno in corsa mentre camminava lungo i binari della stazione di Candida, presso Cerignola, la notte del 3 febbraio 2005.
Vitali Golenko: Cittadino ucraino di 37 anni, morto bruciato a Cerignola mentre cercava di riscaldarsi dando fuoco a delle carte, il 15 dicembre 2004.
Domra Rustan: Lituano di 22 anni, morto in un incidente stradale alla periferia di Foggia, il 26 settembre 2004.
Senza nome: Extracomunitario dell’età apparente di 50-60 anni. Il suo cadavere in avanzato stato di decomposizione viene ritrovato in mare, al largo della costa di Sannicandro Garganico, l’11 settembre 2004.
Slavchev Slavchopakov e Todorov Krasimir Borisov: Cittadini bulgari di 37 e 28 anni, morti in un incidente sulla strada Lucera-San Severo il 20 settembre 2005.
Daniel Valescu: Cittadino rumeno di 31 anni morto in un incidente stradale presso Lucera la notte del 9 settembre 2005.
Senza nome: Cittadino slovacco di 35 anni, annegato in un vascone a Borgo San Giusto, nelle campagne di Lucera, la notte del 18 agosto 2005.
Senza nome: Rumeno di 33 anni, ritrovato cadavere alla periferia di Cerignola il 18 luglio 2005. Ignote le cause del decesso.
Pewel Piasecki: Polacco di 42 anni investito e ucciso da un camion tra Cerignola e Candela, il 1 marzo 2004.
Roland Helilaj: Cittadino albasene di 23 anni, morto in un incidente stradale a pochi chilometri da Cerignola, il 26 agosto 2003.
Eccetera.

Pubblicato il 28-04- 2007 4:00 pm | Commenti (3) |
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Tophet

Il 31 marzo 1995 Foggia ha ucciso Franco Marcone, direttore dell’Ufficio del Registro. Gli amici di Bengodi lo ricordano con uno speciale, scaricabile ->qui.

Pubblicato il 30-03- 2007 4:18 pm | Commenta questo post (0) |
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Tophet

Chi dice che Foggia è una città culturalmente depressa decisamente non sa quel che dice - o almeno non è aggiornato. Da ieri Foggia può vantare ben due quotidiani: al Meridiano si affianca L’Attacco. Il direttore, Piero Paciello, così lo presenta: “L’Attacco sarà il quotidiano della società di mezzo ovvero di quel singolare ancorchè debole impasto di autonomie dell’impresa, delle professioni, del commercio e della cultura che talora tira fuori la testa. Proprio quando non ne può più. E siamo vicini al punto di rottura”. (more…)

Pubblicato il 24-01- 2007 2:24 pm | Commenti (2) |
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Diario antitaliano, Tophet

Lavora dalla 4,40 del mattino fino alla sette di sera, con una pausa per il pranzo alle due, dice. Raccoglie i pomodori. Lavoro faticosissimo, perché si tratta di stare chinati per tutto il giorno sotto il sole implacabile del Tavoliere. La pagano sette euro per ogni cassone riempito. Per riempire un cassone occorrono dodici cassette. Dei sette euro, tre vanno al caporale, il mafioso che organizza il mercato delle braccia. Poi c’è da pagare l’alloggio: qualche casa di campagna abbandonata, trasformata in dormitorio. A dei suoi amici, dice, il caporale ha chiesto dei soldi in prestito, e si è rifiutato di restituirli. Altri polacchi hanno lavorato e poi, semplicemente, non sono stati pagati.

Scrissi questo post l’estate di tre anni fa, su Vollkommenheit. Hanno proprio ragione i nostri politici locali, le sapevano proprio tutti, e da tempo, le cose che ha denunciato Gatti nel suo reportage: e perfino io. Ma, ahimé, a chi avrebbe potuto fare qualcosa mancava, pare, la benzina. Non mancava, ipotizzo, l’olio.

Pubblicato il 14-09- 2006 9:18 pm | Commenti (3) |
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Tophet

La profonda e onestissima analisi di Massimo Levantaci si inserisce nella più pura tradizione della “Gazzetta del Mezzogiorno”, il giornale che, per non fare che un esempio, minimizzò fino al grottesco (fino alla menzogna vera e propria) la tragedia dell’incidente all’Enichem di Manfredonia. (more…)

Pubblicato il 05-09- 2006 9:12 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet, Alterius spectare laborem

Gentile Presidente della Provincia di Foggia, dott. Carmine Stallone
Gentile Sindaco di Foggia, dott. Orazio Ciliberti
Gentile Assessore ai Diritti Umani del Comune di Foggia, dott. Michele Del Carmine

ho tra le mani il reportage di Fabrizio Gatti sull’ Espresso di questa settimana, che denuncia e documenta le incredibili e vergnognose violazioni dei diritti umani che avvengono nelle nostre campagne a danno di quelli che ci piace chiamare “clandestini”. Un reportage che non dice nulla che non sapessimo già, a dire il vero. Perché chiunque sa, a Foggia, quale è il sistema della raccolta dei pomodori nelle nostre campagne, come e dove vivono, dome e dove crepano i lavoratori, quante e quali violenze subiscono. La differenza è che ora - e finalmente - lo sanno anche gli altri. E nessuno può far più finta di non sapere.
Il reportage vi chiama in causa, vi accusa. Parla di una indifferenza delle istituzioni che diventa complicità con una delle più vergognose violazioni dei diritti umani in Italia e nell’Occidente. Come cittadino, vi chiedo conto. Vi chiedo di spiegare a me ed a tutti - perché la vostra risposta sarà resa pubblica, così come verrà pubblicamente deplorata la vostra eventuale non risposta - cosa avete fatto per evitare questa vergogna, quante notti non avete dormito per impedire che esseri umani crepassero qui, in quella che fu la Daunia Felix, come animali. Ed un’altra cosa vi chiedo: se vi accorgere della insufficienza della vostra risposta, se comprendete di non avere fatto tutto il possibile, di aver avuto altre priorità, di aver dormito la notte, dimettetevi. Restituirete dignità a voi stessi e senso alla politica.

Pubblicato il 02-09- 2006 8:46 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet

Ah, no, non me lo chiedete: non sarò io a recensire La ballata delle prugne secche di Valeria, e ciò per una validissima ragione: il libro è dedicato (anche) a me. Non dirò, ergo, quanto mi piace la fenomenologia della mutanda, e della cellulite, e del culo. Ma non posso tacere la mia ammirazione per le pagine dedicate a Foggia. Le incornicerei, le fotocopierei e le distribuirei all’isola pedonale come volantino seu opuscolo, le attaccherei sul muro del Comune e della Provincia, la farei leggere ai bambini delle elementari, ne farei il manifesto d’un movimento d’opinione - naturalmente destinato all’insuccesso, per le ragioni spiegate nel manifesto stesso. E darei un bacio in fronte a Valeria.
Peccato che resti fuori del libro l’ultima coglionata nostra, la dimostrazione ennesima, ennesissima della nostra proctocefalicità - della nostra felicità proctocefalica, vorrei dire. Noialtri siamo sfigati secolari, ogni foggiano porta sulla pelle, visibili, i segni di secoli e secoli di calci in culo: ora il saccheggio, ora il terremoto, ora le bombe. Appena il tempo di rialzarti, che pum!, un altro calcio in culo. E’ per questo che il foggiano si è abituato a vivere costantemente curvo, a novanta gradi, mostrando il culo più della faccia. Ed a ringraziare chi lo prende a calci, ad ammirarlo, ad idolatrarlo.
Prendiamo le bombe. Gli angloamericani hanno fatto un macello (lo stratega, Harris, non a caso era detto “il macellaio”), piovevano bombe dal cielo che era una bellezza, le persone crepavano a migliaia, a migliaia. Una città che ha avuto migliaia di morti uccisi da bombe dovrebbe avere orrore per le bombe, e per ciò da cui cascano le bombe. Il popolo foggiano, invece, non soddisfatto di aver ottenuto una medaglia d’oro al valore militare (che valore militare c’è nel prendersi addosso le bombe?), ha pensato bene, nella testa del suo sindaco, di costruire addirittura il Monumento all’Aviere: un bel bombardiere, piazzato davanti alla nuova sede della Provincia. Ma guarda te che idee di cazzo vengono ai sindaci di sinistra. Io me lo vedo, ’sto coniglione, che s’alza la mattina e pensa di fare qualcosa, finalmente, di dare un segno tangibile alla città, qualcosa che ne interpreti l’anima e le aspirazioni, e che dopo aver fatto una chiacchierata col foggiano tipico al mercato del Rosati s’illumina tutto, e già vede la gloria foggiana concentrarsi ed esaltarsi nel mostro a riposo, nell’Ersatz pseudofallico. Che, sia detto per inciso, costerà quattrocentomila euro. Quattrocentomila.
Di buono c’è questo: il foggiano non medio, il foggiano non foggiano, che non sta a novanta gradi ed ha una faccia diversa dal culo - sembra incredibile, ma esiste anche un foggiano che non ha la faccia come il culo - potrà impiegare il tempo ad escogitare modi creativi per profanare il sacro bombardiere.

Foto ripresa da Bengodi Sity

Pubblicato il 21-06- 2006 8:49 am | Commenti (3) |
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Tophet, Chiesa

Rincasavo, iersera, quand’udii cori angelici che un po’ mi sgravarono l’anima o come si chiama, presto nuovament’ahimé oppressa da fetore di massa, e segnatamente di massa cattolica. Nella piazza la folla si aggrumava sotto ad un palco, non senza lasciar libero un solco, nel quale procedevano con irreale lentezza uomini vestiti di bianco, con a capo un tale grassoccio, imbacuccato da non dirsi, sorridente. La gente si segnava al loro passaggio. Erano il vescovo ed i suoi scagnozzi. Io ho tirato dritto, ché ’sta gente porta una jella della madonna.
Al sicuro, apprendo che l’uomo, giunto ad impalcarsi, ha levato alta la sua voce contro la sozzura nostra propria, che si chiama povertà, che si chiama usura. Ha detto: “Liberazione dalla piaga dell’usura, dal racket, dall’emarginazione, della povertà; non vogliamo più vedere gente disperata, bambini abbandonati, anziani soli”. Minchia. Quest’uomo è eroico, pur d’avere una bella vista sociale è disposto a mandare all’aria la baracca sua - ché senza bambini abbandonati che faranno l’opere pie? senza anziani soli chi riempirà lo spazio sacro o quel che ne resta? senza disperazione, chi correrà dal prete a chiedere pietà?
Queste sono cose che commuovono. Io son sicuro che a parlargli un po’, a quest’uomo, lo si convincerebbe davvero a spogliarsi come san Francesco, e che girerebbe per la città in mutande, se ‘l panzone non lo sconsigliasse; io son sicur’anche che a parlargli un po’, a quest’uomo imbacuccato, lo si convincerebbe persino a vendere la Citroen Xsara, setadir quel macchinone che gli regalai io, per iniziativa del mio carissimo sindaco e dell’ancor più caro capoccia della Provincia, in occasione dell’insediamento del suo panzone sul sacro trespolo o come si chiama.

Pubblicato il 26-06- 2005 8:29 am | Commenta questo post (0) |
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Tophet, Alterius spectare laborem

Caro direttore,
il primo giugno la polizia ha compiuto un blitz* in villa comunale per contrastare l’immigrazione clandestina. Ora, io sono di quelli che si rifiutano di classificare alcuni esseri umani nella categoria dei “clandestini”; e tuttavia comprendo benissimo che le forze dell’ordine fanno semplicemente il loro lavoro: nulla, insomma, da ridire.
Qualcosa da ridire ho, invece, su quanto ha detto il dirigente delle volanti della Questura, Maurizio Galeazzi, intervistato da Damiano Bordasco per Teleradioerre: “Vogliamo restituire la villa ai foggiani”. Secondo lo stesso servizio di Teleradioerre, “i clandestini verranno tutti espulsi mentre i regolari saranno rilasciati ed invitati a non sostare più per lungo tempo all’interno della villa comunale”.
Io non sapevo che l’ingresso in villa fosse riservato ai foggiani. Non ho mai visto cartelli con la scritta “Vietato l’ingresso agli extracomunitari”. A quanto pare, certi cartelli ci sono anche se non sono visibili. Io credevo che in Italia ci fossero alcune garanzie - in fondo siamo in un paese democratico, uno di quelli che la democrazia l’esportano anche; e invece apprendo che ad alcune persone, poiché immigrate - ma regolarmente immigrate -, si nega il diritto di fare due passi dove preferiscono: o meglio, si pone loro un limite temporale. E quale, poi? Per quanto tempo un immigrato regolare - una donna ucraina, ad esempio - può “sostare” in villa prima di essere invitato dalle forze dell’ordine a “restituire la villa ai foggiani”?
A Foggia, a quanto pare, va così: la polizia fa i blitz nella villa comunale per ripulirla dagli ucraini mentre qualche vigile urbano picchia i senegalesi nelle vie del centro e qualche mano ignota, ma provvidenziale, dà fuoco al campo nomadi, liberando al contempo un bel po’ di suolo edificabile.

Qui.

* Per la cronaca, oggi il blitz si è ripetuto. Sempre per la cronaca, la mia città ha un assessore ai diritti dell’uomo.

Pubblicato il 09-06- 2005 8:31 pm | Commenti (3) |
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