- La castrazione ha diversi motivi per essere eseguita. Innanzitutto, i pastori per la riproduzione tendono ad acquistare montoni da altri allevatori, per scongiurare la consanguineità e ridurre il rischio di problemi genetici. Seconda cosa, il mercato spesso richiede la carne di castrato, migliore nella qualità. Ma soprattutto, dal momento che le vendite di agnelli non sono distribuite nel corso dell’anno, ma si concentrano in alcuni momenti legati a festività religiose, sarebbe impossibile tenere questi maschi nel gregge. Per parecchie settimane rincorrerebbero costantemente le femmine, ingrasserebbero di meno (quindi avrebbero scarso valore sul mercato) e feconderebbero molte pecore, aumentando la consanguineità nel gregge
scrive l’autice del blog Storie di pascolo vagante.
Certo, la gente vuole il castrato. Certo, un tempo al pubblico piacevano anche i cantanti castrati, ma non per questo si procede alla castrazione di Gigi d’Alessio (anche se alcuni - ed il sottoscritto tra questi - gli augurerebbero di peggio). Certo non è possibile, ahimé, tenere i maschi nel gregge. Feconderebbero le pecore. Un guaio. Ti vien quasi da darle ragione, insomma. Ma poi guardi la foto, e con quel po’ di immaginazione che in te ancora resiste all’assalto quotidiano della televisione provi a immedesimarti: sei a terra, nudo; uno ti tiene per le braccia, un altro ti immobilizza i piedi e con una tenaglia ti asporta i genitali. Sono sicuro che nessuna buona ragione al mondo - immagino che ce ne sarebbero molte, al di là degli interessi superiori dell’arte musicale, per fare qualcosa del genere anche a non pochi esseri umani - ti porterebbe a considerare un simile crimine nulla più che un lavoro antipatico, come lo definisce la nostra pastora.

