minimo karma    retomar o pedaço que falta

Vegetarianesimo e diritti degli animali

    La castrazione ha diversi motivi per essere eseguita. Innanzitutto, i pastori per la riproduzione tendono ad acquistare montoni da altri allevatori, per scongiurare la consanguineità e ridurre il rischio di problemi genetici. Seconda cosa, il mercato spesso richiede la carne di castrato, migliore nella qualità. Ma soprattutto, dal momento che le vendite di agnelli non sono distribuite nel corso dell’anno, ma si concentrano in alcuni momenti legati a festività religiose, sarebbe impossibile tenere questi maschi nel gregge. Per parecchie settimane rincorrerebbero costantemente le femmine, ingrasserebbero di meno (quindi avrebbero scarso valore sul mercato) e feconderebbero molte pecore, aumentando la consanguineità nel gregge

scrive l’autice del blog Storie di pascolo vagante.

Certo, la gente vuole il castrato. Certo, un tempo al pubblico piacevano anche i cantanti castrati, ma non per questo si procede alla castrazione di Gigi d’Alessio (anche se alcuni - ed il sottoscritto tra questi - gli augurerebbero di peggio). Certo non è possibile, ahimé, tenere i maschi nel gregge. Feconderebbero le pecore. Un guaio. Ti vien quasi da darle ragione, insomma. Ma poi guardi la foto, e con quel po’ di immaginazione che in te ancora resiste all’assalto quotidiano della televisione provi a immedesimarti: sei a terra, nudo; uno ti tiene per le braccia, un altro ti immobilizza i piedi e con una tenaglia ti asporta i genitali. Sono sicuro che nessuna buona ragione al mondo - immagino che ce ne sarebbero molte, al di là degli interessi superiori dell’arte musicale, per fare qualcosa del genere anche a non pochi esseri umani - ti porterebbe a considerare un simile crimine nulla più che un lavoro antipatico, come lo definisce la nostra pastora.

Pubblicato il 03-09- 2009 9:54 pm | Commenti (5) |
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Vegetarianesimo e diritti degli animali, Preprint


Pubblicato il 25-07- 2009 11:19 am | Commenta questo post (0) |
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Vegetarianesimo e diritti degli animali, Bioetica

“Una sera mi trovavo a casa di un amico molto morale, ecologico, vegetariano e nonviolento: mi stava preparando una cena tutta a base di vegetali. Sul tavolo si allineavano i corpicini gialli, rossi e verdi: carote, pomodori e lattughe. Con le faccine tonde ornate da una lieve barbetta, braccia alzate, fibre vive e gonfie d’acqua, un mazzo di ravanelli agonizzava in un canto: il mio amico ne prese una per le verdi braccine e con un morso ne addentò la rossa testolina. […] Se non bisogna mai uccidere, perché i ravanelli sì?”
Questo interrogativo venne posto una decina d’anni fa da Sandro Gindro in un articolo pubblicato su Studi cattolici (389-390, 1993) (e viene citato ora nel bel saggio di Adriano Mariani, Do per cibo il verde dell’erba. Il cristianesimo alla prova della condizione animale, “Quaderni Satyagraha” n. 8, Pisa 2005). Naturalmente la descrizione dei corpicini che agonizzano fa sorridere, ma la domanda non è affatto oziosa. Perché mangiare i vegetali invece degli animali? (more…)

Pubblicato il 26-10- 2005 9:27 pm | Commenti (5) |
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Vegetarianesimo e diritti degli animali

Per tranquillizzare i suoi sonnacchiosi spettatori riguardo all’influenza de’ polli, il Tiggicinque manda un servizio che è un lunghissimo spot in favore di quel tale, come si chiama? sì, quell’Amadori lì. Il quale si porta a spasso il giornalista nella sua azienda, fa il buon padre di famiglia, controlla qua, strizza l’occhio là, spiega che i suoi polli li mangia lui per primo e poi, s’intende, li mangiano tutti i suoi dipendenti, e alla fine offre a quel tristo un’ala di pollo cucinata da lui in persona. Bene, bello, molto bello.
Ogni due mesi, ma anche forse ogni mese - diciamo quando non ci sono altre notizie - il Tiggicinque manda il solito servizio sull’alimentazione vegetariana, in cui l’esperto di turno (degno compare del giornalista da pollaio) spiega quanto segue: che l’alimentazione vegetariana è ormai di moda; che consiste nel non mangiare carne né pesce; che è pericolosa perché abbiamo bisogno di mangiare di tutto. Se ha un minimo di coscienza, l’esperto di turno precisa che ad essere pericolosa è un’alimentazione senza nemmeno latticini e uova - e quindi a rigore la pericolosità riguarda l’alimentazione vegana (cosa peraltro discutibilissima), non quella vegetariana; ma questi sono dettagli sui quali anche l’esperto coscienzioso sorvola volentieri.
Quello che né il giornalista da pollaio né l’esperto di turno diranno mai è che la carne fa male. Fa male in sé, fa male perché se ne mangia tanta, fa male perché è piena di antibiotici ed estrogeni. Fa male: fa venire il cancro, fa male al cuore, fa venire il seno alle bambine di tre anni, eccetera. Non lo diranno mai perché sono dei venduti. Perché il signor Amadori gli dà un sacco di soldi. Tanti soldi da riuscire a trasformare un servizio giornalistico in uno spot pubblicitario.

Pubblicato il 19-09- 2005 9:36 pm | Commenti (4) |
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